《Mancano medici e infermieri, le Usca di Cosenza abbandonate》

Denuncia del consigliere regionale Pd, Guccione: qualcuno all'Asp non fa il proprio dovere, le unità sono indispensabili per il contrasto al Covid, fuori i responsabili

«Qualcuno, colpevolmente, continua a non fare il proprio dovere e a non “combattere” lealmente questa guerra contro il Covid che sta assediando la nostra gente. Basta dare un’occhiata a quello che sta accadendo all’interno delle Usca, le unità di continuità assistenziale a cura dell’Asp di Cosenza che sono letteralmente abbandonate al loro desolante destino». È quanto si legge in una nota del consigliere regionale Pd, Carlo Guccione.
«E dire che la loro piena funzionalità sarebbe determinante nel primo contrasto domiciliare al Covid, soprattutto poi in considerazione del sovraffollamento drammatico dell’ospedale dell’Annunziata. Ma non c’è niente da fare, qualcuno continua a non voler fare il proprio dovere e così le Usca sono in stato di abbandono».
«Ogni Usca, ne sono previste 11 per tutta la provincia – ha detto Guccione – deve essere dotata di 4 medici e 4 infermieri, oltre a strumentazione adeguata (saturimetro compreso) e macchina aziendale per una operatività di 7 giorni su 7 dalle 8 alle 20. Allo stato, però, mancano ben 23 medici e 23 infermieri, esattamente la metà dell’intero organico previsto. A Scalea sono operativi solo 2 infermieri, e naturalmente zero medici. A San Giovanni in Fiore, zona rossa e sotto assedio Covid, un solo medico e zero infemieri. Lo stesso accade ad Acri, altro grosso centro bersagliato dal virus e in zona massima di restrizione, solo 2 medici e zero infemieri».
«Ma perché l’Asp di Cosenza non ha assunto medici e infemieri nei tempi previsti così da mettere pienamente in funzione le 11 Usca? Il drammatico risultato – è la conclusione del politico Dem – è che la pandemia non viene contrastata efficacemente da parte di chi è preposto istituzionalmente e legalmente a farlo. Anche perché poi al danno si aggiunge sempre la beffa perché quei pochi medici Usca che ci sono debbono fare anche altro e cioè cure domiciliari, tamponi e ora vaccini. Ma perché l’Asp non ha assunto personale adeguato e ben prima della drammatica terza ondata? Eppure le risorse ci sono, quelle Covid messe a disposizione dal governo nazionale. Ma niente, non è stato fatto niente per le importantissime Usca. Ora basta però, così non si può più andare avanti. Qualcuno intervenga, ad ogni livello, per mettere fine a questa evidente violazione di responsabilità. Individuandole, se possibile».