Il “pesce d’aprile” di Bevere…

La tecnica delle dimissioni posdatate del super dg del dipartimento Salute. Tecnicamente decaduto e incastrato in un contratto da manager d'alta quota. Ora lascia filtrare che a fine mese andrà via ma potrebbe essere parvenza. Nel mentre i mesi “maturano” (per lui e per la “comandata” Agenas che s'è portato da Roma...)

“Non gioco più, me ne vado” canzonava una celebre intonazione della voce più strepitosa che c’è stata fin qui in circolazione. Note che immortalano quanto sia importante annunciare di andar via, andarsene davvero poi è un’altra cosa. Tutta un’altra cosa. Nelle stanze e nei corridoi della Cittadella che affiancano e affacciano attorno al dipartimento Salute il ritornello questo è. Perché il super dg fortemente voluto a capo del dipartimento e a capo di un contratto integrativo da 250mila euro all’anno, Francesco Bevere, un giorno sì e l’altro pure fa filtrare che sta per andarsene. Che sta per aprire la porta. Anzi, che è già in uscita. Di mese in mese però, di fine mese in fine mese, di 27 in 27 riassume qualche malelingua che non manca mai dalle nostre parti, la musica tuttavia non cambia. Si ricomincia daccapo. E dire che di fatto, Bevere, secondo una quotata disciplina tecnico-giuridica, è da intendersi decaduto dalle sue funzioni perché la sua nomina al vertice del dipartimento Salute non si sarebbe consolidata. Chi l’ha firmata, Jole Santelli, è stata “costretta” a interrompere la regnanza entro i 9 mesi dalla nomina stessa rendendola sostanzialmente inconsolidabile. Forse sarà anche per questo se il super dg non firma un atto che sia uno, almeno quelli in “uscita” e a beneficio della materia del dipartimento (e dei cittadini) mentre lo descrivono sempre puntuale e presente in “entrata”, più o meno verso la fine del mese. Stavolta però, giura chi ne segue le movenze da vicino e senza remore, dovrebbe essere davvero la volta buona a proposito del “non gioco più, me ne vado”. Anzi, in principio doveva essere questione di ore. Poi di giorni. Ora di settimane ma non oltre quetso mese. Sì, quasi in forma beffarda il super dg potrebbe lasciare l’esperienza di Calabria il primo di aprile, altrimenti noto come il “pesce d’aprile” che poi può anche voler dire che siamo sempre e tutti su “scherzi a parte”. Dovrebbe aver fiutato, Bevere, che non è proprio più aria di rimanere a consolidare mensilità senza aver consolidato la nomina. Il clima nel frattempo s’è fatto pungente e viscido pure per lui e la “puntata” mediatica sui mobili (nel frattempo poi transitati in altri dipartimenti) potrebbe essere solo preludio di una stagione che non si mette bene. Da qui, e non solo da qui, le tende che si levano ma calma però, prima occorre arrivare a fine mese. Anche perché dalle sue movenze è direttamente associato il destino della “responsabile amministrativa” che Bevere s’è portato da Roma, direttamente comandata da Agenas. Tuttavia sempre gli stessi maliziosi e oziosi abitanti della Cittadella non rintracciano atti firmati dalla “responsabile amministrativa”. Ma qui si entra nel campo delle maldicenze che non è mai opportuno seguire più di tanto. 50mila euro all’anno per la comandata Agenas voluta da Bevere, più o meno un centinaio i “quadri” in Cittadella che avrebbero potuto far lo stesso a 10mila all’anno, a dar retta ai “locali”. Chissà chi avrà ragione ma tant’è, Agenas è Agenas. Solo che il destino del “comando” segue il “comandante” e non si va mai via da soli ma sempre insieme quando finisce una stagione. Meglio “consumare” un altro mese. Fino al primo di aprile. Giorno del “pesce” e degli scherzi anche se ormai da queste parti non ride più nessuno…

I.T.