«Per noi de Magistris è l’unico candidato possibile alla presidenza…»

Carlo Tansi non perde tempo e smarca il “polo civico” dalle “mire” del Pd e di Nicola Irto. «Abbiamo già fatto un passo di lato, non ce ne saranno altri»

«Non ci saranno altri passi di lato, dopo quello che abbiamo fatto per far spazio alla prestigiosa candidatura alla presidenza di Gigi de Magistris. È l’unico, e quindi l’ultimo che a ragion veduta ci siamo concessi…».

Carlo Tansi non lascia che si faccia notte dopo la (più o meno) discesa in campo di Nicola Irto. E prima che diventi “carta” un’apertura ufficiale del candidato Pd e del Pd al vecchio tavolo con le forze civiche che lui si intesta e rappresenta alza il freno a mano. Come si suol dire, a scanso di equivoci, hai visto mai. «Un’apertura del Pd che a questo punto sarebbe solo una trappola, parliamoci chiaro. Noi non ci caschiamo». Il perché è presto detto, anche se ampiamente intuibile. «Non siamo disposti a nessuna trattativa che contempli altre candidature alla presidenza della Regione che non siano quella di de Magistris. Dopo di che si può discutere con tutti, ma il candidato deve essere lui… ».

Della serie, se proprio ci si deve incontrare di nuovo, che si arrivi “disarmati” all’appuntamento e con il sindaco di Napoli come unica opzione per la presidenza, almeno secondo il polo civico (fin qui l’unico in partita) che fa capo a Carlo Tansi. Il quale appena ne ha l’occasione non la perde mai per lasciare intendere che, in qualche modo, non è costato poi niente al polo cicìvico il passo di lato a favore di de Magistris, «una grande persona e un gran candidato». Ma oltre, e con altri, «non se parla nemmeno».

Quindi sentiero tracciato e blindato e niente trappole, secondo Tansi. Se poi il candidato resta quello per cui lui per primo s’è sacrificato allora il “tavolo” e le trattative possono assumere anche altri significati. Difficili, però. Almeno a vista d’occhio. Anche perché Tansi non ha mai ritrattato la sua linea sulle candidature al consiglio, peraltro a quanto pare per niente disprezzata da de Magistris. E cioè fuori dalle nomination chi è dentro il Palazzo da almeno 5 anni, evidentemente fatta eccezione per le “primule” di questa legislatura (se ve ne sono) strozzata dalla tragedia Santelli. Il target di almeno 5 anni come linea di confine, secondo la battaglia del polo civico, tra chi avrebbe contribuito al disastro di Calabria e chi non ha colpe né scheletri nell’armadio. Non proprio il massimo per incoraggiare “tavolate” e “assembramenti”…

                                                                                                      I.T.