«L’alleanza nazionale con i Cinquestelle non è un vincolo per le Regionali…»

Nicola Oddati, coordinatore della segreteria Pd, è chiaro sul punto: «Non è automaticamente trasferibile localmente, se non ci sono le condizioni». «Irto? Il miglior candidato possibile». «Se si vota ad aprile? Deciderà il governo. Certo la pandemia corre...»

Oddati ci dica la verità, il suo osservatorio non è il nostro. Secondo lei si vota in Calabria ad aprile? O si rinvia tutto ovunque?
«Se saranno rinviate le elezioni amministrative previste in primavera, presumo che lo stesso metro sarà adottato anche per le elezioni calabresi. Deciderà il governo. Mi sembra che la curva pandemica purtroppo sia in crescita…».

Senta, lei potrebbe cavarsela con il nuovo ruolo che lo impegna oggi, coordinatore della segreteria nazionale. Ma la Calabria la conosce bene, molto bene. Secondo lei come si sta muovendo il Pd in vista del voto? Qualcosa da “rimproverare” al commissario Graziano?
«Nulla da rimproverare. La coalizione ha riconosciuto, giustamente, al Pd l’opzione della scelta. E il Pd ha scelto. E ha messo in campo la sua risorsa migliore. La figura istituzionale più importante, un giovane calabrese che ha qualità, idee e consenso. È veramente una bella candidatura quella di Nicola Irto».

Se le dico che secondo noi la “discesa” di de Magistris in Calabria non poteva essere isolata, velleitaria, lei che ci dice? È possibile che il sindaco di Napoli avesse in qualche modo intuito che il Nazareno storto o morto avrebbe confluito su di lui?
«Il fatto è che voi non conoscete de Magistris, ne avete un’idea distorta. La sua esperienza napoletana è stata l’emblema della velleità, dei proclami altisonanti senza risultati, dell’inconcludenza fallimentare. Ricordate la storia della flotta di liberazione partenopea? I napoletani ancora ridono, sia pure lacrime amare…».

Ma se a Napoli dovesse scattare il fronte unico del centrosinistra anche con De.Ma. come si metterebbe in Calabria?
«Napoli è Napoli e la Calabria la Calabria. La nostra scelta è compiuta. Il candidato è Irto. Ora lavoriamo per costruire una coalizione ampia, coesa e vincente. Ai nostri alleati nazionali chiediamo coerenza. Possiamo vincere e aprire una nuova stagione in Calabria».

Irto che non mostra tentennamenti anche se dovesse rimanere senza alleati la convince? È stato giusto secondo lei dare le “48 ore” a de Magistris? E il Pd senza alleati dove può andare in Calabria?
«Ha scelto il partito calabrese e io condivido. Irto ha avuto la forza, l’intelligenza e la responsabilità di rivolergere un appello all’unita, dichiarando la sua disponibilità. Solo dopo l’ottusa risposta negativa di de Magistris, che tra l’altro si è autocandidato, ha accettato la richiesta di candidatura avanzata a lui dal Pd. Io credo che avremo molti alleati invece e molte liste, e forti».

Senta Oddati, le nostre fonti hanno gioco facile nel suggerirci che tra Nazareno e Di Maio è in atto una trattativa per candidature uniche in tutte le amministrative, Calabria non esclusa. Ma se Cinquestelle dovesse dire “no” in forma ufficiale a Irto si riazzera tutto?
«La nostra linea è sempre la stessa. L’alleanza nazionale è importante, ma non è automaticamente trasferibile localmente. Come più volte ribadito da Zingaretti, si decide nei territori. Ovviamente, ripeto, sarebbe importante che l’alleanza nazionale si realizzasse anche in Calabria e noi chiediamo coerenza. Non possiamo essere lasciati sempre soli a combattere per tutti, come è avvenuto alle regionali scorse. Ma, ripeto, l’alleanza nazionale non vuol dire che bisogna per forza correre assieme localmente…».

I.T.