《Se le varianti crescono chiudiamo tutte le scuole》

Il monito di Miozzo: mi spiace dirlo, ma dobbiamo farlo. Tasso di positività in Calabria al 10% e impossibilità a tracciare la sequenza del virus

Un tasso di positività attorno al 10%, tra le sei regioni più alte in materia. E l’impossibilità a tracciare le sequenze del virus, a “tamponare” le varianti. Sono questi i due principali incubi di Calabria alle prese con il Covid che sempre con più difficoltà viene “immortalato”. Soprattutto in considerazione della variante inglese, che dilaga e che quasi certamente ha preso piede in Calabria e in modo particolare a Cosenza. L’Asp non ha strumenti per rilevare la variante, da Catanzaro fanno sapere che nessuno li ha da queste parti. Occorre mandare i tamponi allo Spallanzani di Roma o all’Iss ma non ci risulta che fin qui sia stato fatto nel caso, per esempio, del micidiale focolaio alla scuola “Family” di Cosenza.
Intanto è Miozzo a lanciare il suo monito, il suo allarme. Se le varianti continuano a crescere così sarà inevitabile chiudere tutte le scuole.
«Io non sono per tenere aperte le scuole a ogni costo. Ho sempre contestato la decisione presa in molte parti del Paese di tenere a casa i ragazzi – ha dichiarato Miozzi – ma di lasciare aperti i centri commerciali, semmai avrebbe dovuto essere il contrario». Perciò è indispensabile potenziare il tracciamento delle varianti, ma anche intervenire con lockdown mirati, non più generali come in passato: «È prematura parlare di una chiusura generalizzata – ha aggiunto – Durante la prima ondata pandemica, i cittadini hanno subito troppi danni sia economici sia psicologici. Servono interventi chirurgici».