Lavoratori Lsu-Lpu, Magorno pronto a votare ancora no

Il senatore sollecita il Governo. Gli fa eco la deputata Bruno Bossio: serve un decreto definitivo per le stabilizzazioni


Il senatore IV Ernesto Magorno reduce già di un voto oppositivo sul dl Calabria resta sulle barricate anche quando si parla di lsu-lpu. “Ritengo – scrive rivolgendosi direttamente al presidente del Consiglio Giuseppe Conte – necessario un suo autorevole ed immediato intervento, attraverso l’adozione di un Decreto del Governo, riguardo alla problematica di oltre 4500 lavoratori Lsu-Lpu che in da oltre 20 anni assicurano servizi essenziali in circa 400 Comuni calabresi”.
“E’ di basilare importanza un intervento risolutore sulla questione attraverso un Decreto del Governo che entro il 31 dicembre proroghi per 3 mesi i contratti a tempo determinato per i lavoratori calabresi ancora non stabilizzati. Lo chiedo- sottolinea il senatore – nell’interesse dei lavoratori interessati e delle loro famiglie, e per i risvolti sociali drammatici che una mancata soluzione arrecherebbe. Non da ultimo, glielo scrivo da Sindaco di un comune calabrese, per il grave venir meno del supporto oramai fondamentale che gli LSU – LPU, assicurano al quotidiano lavoro delle amministrazioni che già vivono drammaticamente il disagio dell’assenza di uomini e risorse”. “Ritenendo tale problematica di decisiva importanza, per le ragioni che Le ho esposto, in assenza di un riscontro positivo mio malgrado, ma – conclude Magorno – in coerenza con il mio percorso politico rivolto sempre alla soluzione dei problemi della mia terra, sarò costretto a valutare di non votare la legge di Stabilità”.
Si appella al Governo senza minacce invece la deputata del PD Enza Bruno Bossio.
“E’ urgente e necessario un intervento immediato del presidente del Consiglio Conte e del Governo per ripristinare giustizia ed eguaglianza nella complessa vertenza dei lavoratori Lpu e Lsu della Calabria”.
Ad affermarlo è la parlamentare del Pd, Enza Bruno Bossio, che aggiunge: “Non possono esserci figli e figliastri generati dalla mancata approvazione della norma finalizzata alla compiuta e definitiva stabilizzazione dei lavoratori nelle amministrazioni di appartenenza. La legge di bilancio approvata alla Camera, e ora in discussione al Senato, stravolge il destino di molti di questi lavoratori non ancora stabilizzati, non consentendo la proroga di 3 mesi dei loro contratti a tempo determinato, fondamentale per mettere fine alla condizione di precari e di fatto condannandoli al “limbo” dei sussidi di Stato. Ciò che più è odioso è che si ripristina la figura di lavoratori in nero alle dipendenze della pubblica amministrazione. A questo fine condivido – prosegue la parlamentare – la lettera inviata dal senatore Ernesto Magorno al presidente Conte per sollecitare l’adozione di un decreto ad hoc del Governo che ripristini entro il 31 dicembre le condizioni necessarie a che tutti i lavoratori, a servizio di centinaia di Comuni calabresi, possano avere garantito il diritto al lavoro stabile . È fondamentale portare a compimento quella battaglia per i diritti e per il lavoro iniziata nel lontano 2013 e che nel tempo, grazie alle iniziative dei precedenti Governi di centrosinistra, ha prodotto importanti e significativi risultati, oggi messi a repentaglio in modo incomprensibile e soprattutto ingiusto”.