Il “tavolo” si spacca tra Mario Merola e Gigi d’Alessio…

In frantumi la seconda adunata da remoto del centrosinistra (si replica, forse, stasera). Il commissario Pd Graziano e Carlo Tansi (che abbandona il collegamento) ai ferri corti ma nell'insieme emerge la perdita complessiva del controllo e degli obiettivi. Civici e parte dei Cinquestelle vogliono l'ex capo della Protezione civile come candidato alla presidenza della Regione

«Eccomi qua, ci sono. Sono Mario Merola, Mario Merola è presente». Stefano Graziano, il commissario del Pd di Calabria, si presenta alla “chiama” della seconda adunata da remoto del centrosinistra qualificandosi proprio come invece lo “sbeffeggia” Carlo Tansi. Il quale, non più a sorpresa, è presente pure lui alla “online comunity” salvo rilanciare in tema di provocazioni partenopee. «Ok Mario Merola c’è ora vediamo se c’è pure Gigi d’Alessio…». A questo punto, di battuta in battuta e con progressione al veleno, finisce come puà finire una bottiglia con bollicine dentro che viene agitata assai prima dello “stappo”. Schiuma d’appertutto perché poi risale anche quello che non s’è detto e non si sarebbe detto. Perché Tansi arriva diffidente all’appuntamento e piuttosto innervosito da alcuni retroscena sulla stampa mentre Graziano va subito a spargere sale sulla ferita. Sapendo bene che buttandola sulla “napoletanità” di Mario Merola (così lo chiama Tansi) si finirà in rissa da lì a poco e non è detto che non fosse questo proprio l’obiettivo recondito del commissario Pd. E così ben prima del sopravvento di sbadigli e sconnessioni è ancora Carlo Tansi a decidere come entrare e uscire dalla scena. Saluta tutti e stacca, probabilmente stavolta per davvero. Pochi istanti ed è facebook a restituire la sua versione dei fatti. «Poco fa – scrive Carlo Tansi in un post – ho lasciato il tavolo di confronto appena aperto perché non voglio essere complice de PDiota Mario Merola e del suo put (partito unico della torta, ndr) che vogliono chiaramente lo sfacelo della Calabria». In un altro post di lì appresso Tansi chiede poi «perché il put non vuole la mia candidatura?» aggiungendo che «il nostro tsunami arancione spazzerà il put, il partito della torta». «Il nostro tsunami» lo definisce Tansi. Che declina al plurale non proprio delle velleità maniacali. E già perché a lasciare il tavolo in simultanea con il suo abbandono ci sono anche due componenti la delegazione Cinquestelle, Giorno e Melicchio. A testimoniare, qualora ce ne fosse bisogno, che una fetta consistente di grillini lavora e lavorerà per condurre il Movimento proprio sulla candidatura di Carlo Tansi alla presidenza della Regione (Morra e Laura Ferrara permettendo). Il resto del civismo presente all’adunata da remoto non lascia la riunione ma più d’uno è convinto che alla fine, se stretta sarà, attorno a Tansi si coalizzeranno le sigle non fosse altro perché tra pandemia, feste (drammatiche) di Natale e voto prematuro di San Valentino (se non sarà annullato dal governo nel frattempo) non è che siano circolati molti altri nomi o ci sia tutto questo tempo per cercarli. Anche per questo, forse soprattutto per questo, Stefano Graziano rischia di vedersi scollare l’iniziativa online (terza tappa, forse, stasera). Apprezzabile sul piano della partecipazione e dell’impostazione tecnologica ma non sono pochi quelli che di volta in volta la considerano per lo più inutile. Fuori tempo, perché tempo non ve ne è per niente. E giù con domande che ancora nessuno dei partecipanti ha messo sul “tavolo” salvo farle circolare di sotto. «Ma ha un piano il Pd, che è il principale partito chiamato a tenere unita la coalizione?». «Va bene, tutti su Tansi no ma c’è un nome, un profilo, un atto di forza che può giocarsi ad ore il Pd? Così si rischia il liberi tutti, ognuno per sé…». E ancora, «ma Graziano e il Nazareno non avrebbero fatto meglio, visto che siamo in emergenza, a piazzare subito il candidato, di partito o no, e lasciare ad altre occasioni le inutili liturgie dei “tavoli”?». Voci, per ore scollegate e sotto il “tavolo”, di chi non vuol perdere ancora una volta. Di chi non si rassegna all’idea che un anno dopo la vittoria di Jole Santelli tocchi ancora al centrodedtra il trono. «Oppure sono tutti già d’accordo che deve andare così…».
I.T.