Il “commissario”, Mario Merola e il centrosinistra che gioca (a perdere…)

Riunione "pandemica" e da remoto di quella che dovrebbe farsi chiamare coalizione in vista del voto di San Valentino. Guida le truppe il Pd con Stefano Graziano tra diffidenze, malelingue e diserzioni come quella "pungente" di Carlo Tansi che per ora si sfila dopo aver rifiutato un "mercimonio"...

Se non fosse da remoto, obbligo pandemico di questi tempi, qualcuno sarebbe tentato di esibire con la scarpa non solo sbattuta sul tavolo tutto il suo livore anche in forme peggiori rispetto a quelle mitiche di Kruscev. È la domenica pomeriggio del centrosinistra di Calabria, qualcosa che dovrebbe somigliare a una coalizione senza esserlo (per ora) né per forma né per sostanza. Mettici il quadro nazionale “disabile” e in smottamento e mettici poi le rogne tipiche di Calabria e la domenica pomeriggio del centrosinistra “fantasma” è servita. Le cartelle della “tombola”, da remoto, le distribuisce Stefano Graziano, il commissario regionale del Pd. Al tavolo virtuale invitati tutti quelli di area comprese le uniche forme di civismo che fin qui sono andate dal notaio e cioè Carlo Tansi con “Tesoro di Calabria” e Pino Aprile. Proprio quest’ultimo però, l’ideologo un po’ artigianale del meridionalismo d’assalto, s’è sfilato e ha fatto sapere che non si collegherà manco per sogno con Graziano, preferirà qualche partita di serie A in tv. Prima di lui calci sotto il tavolo e diffidenze da parte di Italia Viva con Ernesto Magorno scudiere e prima ancora l’affronto dei Socialisti di Gigi Incarnato che hanno fatto sapere urbi ert orbi che coalizione sì ma stavolta “nessuno è fesso”, si gioca per vincere e si partecipa tutti alla “manovra” senza andare alla ricerca di candidati di facciata buoni con fatture ma perdenti già prima di cominciare. Il tutto marginalizzando per ora il livore finalizzato dei Cinquestelle che al momento, sopra il “tavolo”, lasciano intendere di far squadra con le intenzioni di Stefano Graziano. Di fatto però, i grillini di Calabria, vogliono incassare il candidato alla presidenza e tutto il gioco liturgico da prima Repubblica del Pd gli sta bene solo e sotanto se porta a questo compimento. Non è dato sapere che ne sarà della convivenza forzata a Roma tra Pd e Cinquestelle ma nell’attesa, i conterranei grilini di Calabria, vogliono correre in prima persona per la presidenza. Per ora non ci sono dichirazioni pubbliche a corredo di questa tesi ma ve ne sono di altre, striscianti, sotto il “tavolo”. Nicola Irto (Pd) è uno dei nomi che fin qui sono circolati per la corsa alla presidenza della Regione in nome e per conto dell’intero centrosinistra? Eccolo servito, i pentastellati fanno filtrare che l’ex presidente del consiglio regionale è “impicciato” in qualche carta della Dda di Reggio a proposito dei Libri alle prese con la politica recente dello Stretto. Non proprio il massimo come incoraggiamento verso la corsa elettorale, naturalmente con buona pace del gioco di squadra, verrebbe da dire.
Ma è il “Tesoro di Calabria” di Carlo Tansi a custodire emblematicamente il segreto (perdente) di una coalizione che, semplicemente, al momento non c’è. L’ex capo della Protezione civile regionale s’è già sfilato dalla “tombola” pomeridiana di Stefano Graziano, lo ha reso noto per tramite di un post su facebook. Formalmente fornisce delle motivazioni politiche e tattiche che, sulla carta, ci stanno pure. Della serie, questa riunione da remoto sarebbe una presa per i fondelli buona solo per perdere e prendere tempo così le piccole forze civiche non hanno il tempo di raccogliere le firme. Senza candidato alla presidenza già noto prima dei giochi Tansi non si siede a nessun “tavolo”, fa sapere. In verità però la sua diffidenza e il suo livore hanno avuto origine persino da una tappa “fisica”, e non da remoto, che è tutta un programma. Tansi schizza a Roma per incontrare Zingaretti, il leader nazionale del Pd. Punta a rappresentare come candidato alla presidenza della Regione tutto il centrosinistra. In forma civica ma col vento organizzato per poter vincere e non solo per fare bella figura. Nella capitale, invece, incontra comprimari rispetto a Zingaretti i quali offrono un “piano b”, pur di rimanere lo stesso tutti allo stesso tavolo. “Tesoro di Calabria” a correre insieme al centrosinistra in cambio di una postazione per Carlo Tansi nella Protezione civile nazionale. Ma Tansi, che evidentemente non era salito a Roma per ipotesi di “mercimonio”, respinge al mittente e si riprende il suo “Tesoro di Calabria”. L’ipotesi di baratto, di “scambio di prigionieri”, non la gradisce e mostra (se qualcuno ne avesse dubbi) che la stagione che si vuol giocare può anche sconfinare in questioni di principio, che come è noto sono le più irriducibili. Prende tastiera e mouse, Tansi, e in un post motiva il perché non ci sarà alla “tombola” di Graziano di domenica pomeriggio, naturalmente racconta solo quello che può raccontare. Qualche ora più in là invece va oltre, Tansi. E posta una foto di Mario Merola d’annata con dida secca secca: «Mario Merola: mi ricorda qualcuno. Chi indovina?». Già, chi indovina? Certo è campano, Mario Merola. È stato il profeta delle sceneggiate napoletane. Dei melodrammi cantati e qualcuno di questi anche con inganno. I tratti somatici nella foto del post poi potrebbero aiutare ancora a configurare una somiglianza. Poi però ci sono anche alcuni trascorsi poco chiari di Mario Merola sul versante privato e allora sì che si va in confusione e non si riesce facilmente a rispondere al quesito di Carlo Tansi…
I.T.