Asp, la lotta dei precari ventennali

Intervento di Giovanni Manoccio 

E’ semplicemente assurdo quello che sta avvenendo nei confronti dei 41 operatori che da oltre un ventennio operano all’interno dell’ASP di Cosenza e che in questi giorni rischiano di essere licenziati perché l’Azienda non ha intenzione di confermare i servizi e il contratto con la ditta appaltatrice.Ho vissuto in prima persona da dipendente e da amministratore locale la stagione in cui sono stati assunte le persone che oggi rischiano il licenziamento, il tutto era maturato attraverso un ricco e partecipato  confronto tra l’amministratore dell’epoca, il compianto dott. Ernesto Gigliotti e le parti sociali e politiche della zona; si è trattato dell’ultima volta in cui un territorio è stato chiamato a decidere sulle sorti, anche occupazionali dell’Usl di Castrovillari.Nel frattempo molti di questi operatori è stato in parte stabilizzato ,altri hanno cambiato professione, ma molti di loro hanno continuato, con contratti sempre rinnovati prestando servizio nei vari comparti dell’ASP ,diventando insostituibili sia per il fatto che molti dei dipendenti sono andati in pensione e sia perché hanno acquisito invidiabili professionalità, spesso in servizi front-line come gli uffici di prenotazione o gli uffici di esenzionedecentrati nelle varie strutture sanitarie.Oggi si consuma un paradosso, infatti coloro che hanno salvato l’Asp da un decentramento selvaggio ed hanno operato con senso di responsabilità , rischiano di rimanere a piedi e quindi licenziati, nonostante la nuova legislazione d’emergenza Covid non consente licenziamenti, anzi premia ,nelle regioni del sud,  le aziende che stabilizzano con contratti a tempo indeterminato (bonus io lavoro dell’ Inps) concedendo sgravi contributivi a carico del datore di lavoro per 12 mesi.Nell’Asp delle fatture pagate 3 volte, nell’Asp commissariata da anni, nell’Asp pervasa da infiltrazioni di ogni natura, nel Asp più compromessa ,assieme a quella di Reggio , in un sistema politico affaristico, nell’Asp gestita da persone inutili come l’attuale Commissario Dott.ssa Cinzia  Bettelini, alla fine  il prezzo lo devono pagare padri e madri di famiglia che hanno svolto il loro dovere.Ma la cosa più sensazionale è il silenzio assurdo delle forze politiche ,che forse distratte dal Covid o dalle future elezioni regionali, pensano che le sacrosante vertenze debbano essere gestite nel silenzio, perché non bisogna disturbare i padroni del “Vapore”. Con questa vertenza, se persa, la nostra provincia diventerà più povera e perderà gli anticorpi sociali che hanno, nel corso degli anni prodotto la cultura della resistenza e della resilienza.Se ci siete battete un colpo.                                                                   Giovanni Manoccio                                                                                                 Dipendente ASP ed ex Amministratore