«Anna Falcone non accetterebbe (e non accetterà) mai di fare da vice a nessun presidente…»

Pietro Tarasi (Calabria Aperta) interviene dopo quanto  pubblicato da "il Fatto di Calabria" a proposito dell'ultimo  (surreale) tavolo del centrosinistra di domenica. Di fatto  non smentisce praticamente nulla e rilancia semmai l'unica  strada percorribile se si vuole davvero in partita l'avvocato  cosentino in "carriera" a Napoli: la corsa a governatore

 Egr. Direttore, Leggo con sconcerto la sua ricostruzione del tavolo per le candidature del  centrosinistra sicuramente frutto di qualche gossip mal comunicato e ricco  di sfumature da università della dietrologia. Del resto siamo abituati a chi  oggi pratica lo sport della notizia scritta per detestare curiosità, e poi se  non corrisponde precisamente al vero, tanto chi se ne cura. L’importante è  bucare, e arrivare al pubblico costruendo non i fatti ma qualcosa che  verosimilmente si possa avvicinare. Nel caso di specie la proposta di un vice presidente civico non è stata accettata da Calabria Aperta in assenza di una figura di presidente non definita perché, tra l’altro, non avrebbe senso un ruolo spendibile solo in caso di vittoria e lei sa quanto sia importante la figura del presidente per raggiungere questo obiettivo. Per quanto riguarda il nome di Anna Falcone, è stato offerto con estrema generosità al tavolo un nome di innegabile profilo in termini di competenza e di spessore politico per ricoprire la casella di candidato Presidente e mai in ruolo subalterno, anche perché non avremmo ottenuta nessuna sua disponibilità a operazioni di ripiego. Del resto da quando ci siamo seduti al tavolo abbiamo sempre richiesto dei profili per le candidature con caratteristiche tali da essere inequivocabilmente percepiti come rinnovamento rispetto alla politica degli ultimi 20 anni nei programmi e nella visione di governo. Noi non abbiamo percepito, né sono mai state esplicitate al tavolo operazioni eterodirette in salsa campana né, all’occorrenza, sarebbero accettate da Calabria Aperta. Ricordo che noi rappresentiamo non una generica forza civica ma quell’area di impegno politico che si è distinta negli anni per battaglie a partire da quelle referendarie a difesa della Costituzione Italiana e che Anna Falcone ha sempre combattuto da protagonista. Ciò a significare che da parte nostra non c’è nessuna disponibilità a disperdere un patrimonio politico così importante ma se mai a metterlo a disposizione della Calabria per un progetto serio di rinnovamento politico e amministrativo. Pietro Tarasi, Calabria Aperta movimento politico (delegato al tavolo candidature)

Se si fa eccezione per la retorica iniziale di Tarasi che tenta con ogni mezzo l’esercizio linguistico dell’attacco e della smentita con annessa derisione (cogliendo risultati come minimo altalenanti…) tutto il resto, ma proprio tutto il resto della sua comunque apprezzabile e sobria nota, è apologia della conferma invece. Certificazione notarile rispetto a quanto pubblicato martedì da “il Fatto di Calabria” a proposito dell’ultimo e surreale tavolo del centrosinistra da remoto, quello di domenica. A voler persino immaginare un riscontro migliore e più incisivo a proposito delle indiscrzioni sul “tavolo” non si poteva sperare in qualcosa di meglio. Tarasi diventa sostanzialmente “quell’inviato” post mortem che “il Fatto di Calabria” non ha avuto né poteva avere al tavolo, salvo raccontarlo lo stesso e con buone prospettive di successo. Tarasi non smentisce assolutamente che nel corso dell’adunata da remoto si sia rispolverato il manuale Cencelli, presidenza a te e vicepresidenza a me. Oppure in formulazione double fauce, al contrario. Presidenza civica o in quota Cinquestelle e vicepresidenza Pd. Non smentisce il (triste) “giochino” e non solo, si chiama fuori dall’averlo generato o avallato di fatto confermando al quadrato che è stato Stefano Graziano ad inoltrare la formula. Tarasi non smentisce affatto poi che ci sia una strategia della “tarantella” alla base dei giochi. Quella napoletanità nei retaggi e negli interessi che consegna a periferia della periferia le vere sorti di Calabria. Non è per caso molto attento alle dinamiche politiche e di potere campano il commissario dle Pd Graziano? Non lo è forse persino di più quello che secondo “il Fatto” è il vero regista delle operazioni (malgrado o nonostante Graziano) e cioè Nicola Oddati? Si rintracciano versi nella prosa di Tarasi dove si fa cenno a retaggi di Bolzano o Trento o Aosta dei “nostri”? O per caso, tirato in ballo da “il Mattino” e da “Repubblica” a proposito di Calabria, si può considerare fuori dal perimetro del Vesuvio il sindaco di Napoli Gigi de Magistris? Non bastano tre grossi interessi partenopei a fare dell’attuale tavolo di Calabria una colonia napoletana? Ma è con Anna Falcone che Tarasi, letteralmente, si supera. Diventando “fornitore” di lusso per un giornale. Non solo perché conferma totalmente che il nome dell’avvocato cosentino gira ed è girato al tavolo, come da “il Fatto” pubblicato. Quanto perché come forza civica lo rivendica e lo rilancia. Sì, lo rilancia e alla grande. Della serie, non avete sbagliato a scrivere di Anna Falcone in potenziale partita ma avete sbagliato di grosso a immaginare per lei corse elettorali da vice. Da numero due. Perché ove mai decidesse di sacrificarsi e di nobilitare la sua regione di una corsa elettorale lo farebbe solo e soltanto per vincere in prima persona. E per vincere in prima persona, questo il senso offerto da Tarasi, Anna Falcone deve solo correre da presidente. Altre vie e altre formulazioni..

I.T.