Speranza blinda Zuccatelli, «curriculum trentennale»

Il ministro della Salute, ospite di Luzia Annunziata su Rai 3: video di primavera inopportuno, ma in quel tempo anche l'Oms aveva dubbi sulla mascherina. «Vicenda Calabria deve diventare una questione nazionale»

«Quel video è inopportuno, anche nel linguaggio. Ma devo dire che a marzo anche l’Oms aveva dubbi sulla mascherina e poi il curriculum di Zuccatelli è trentennale, non si può discutere». Quando Lucia Annunziata chiede a Speranza, ospite di Rai 3, se anche Zuccatelli è destinato a saltare nel marasma pure mediatico di Calabria il ministro è stato fermo sul punto, sia pure argomentandolo, «curriculum inattaccabile». E così, nella domenica mediatica del sabato della nomina, con il video che impazza sui social ma che è stato il Corriere della Sera a pubblicarlo per primo, Zuccatelli riceve la più importante delle “blindature”. Video che lo ritrare a marzo, immagini strappate dal privato, demolire l’importanza delle mascherine ai fini del contagio. Prime settimane della prima ondata della pandemia e solidi “alleati” alla tesi di Zuccatelli “origliata” in un video privato finito chissà perché in mano altrui. Da Galli, all’Iss, all’Oms, alzi la mano chi non ricorda. La mascherina serve a chi è malato così non infetta gli altri, il mantra di quei giorni. Oggi Zuccatelli ritorna sui suoi passi e fa marcia indietro, «indossatela e mantenete le distanze» e lo fa da positivo anche lui e, soprattutto, da nuovo super commissario di Calabria. Ma il dato di una immediata rivolta social e prima ancora mediatica (pure griffata) contro di lui resta, probabilmente colorata di un solo colore politico e cioè di centrodestra, nazionale e regionale. Finché non tocca proprio a Lucia Annunziata sciogliere l’arcano chiedendolo direttamente al ministro Speranza, ospite in trasmissione. «Ma non è che ora salta pure Zuccatelli?». «Ha un curriculum inattaccabile», la risposta di Speranza. «Non è un video inopportuno a metterlo in discussione». Della serie, Zuccatelli non si tocca. Anche perché, parola di Speranza, «monitoriamo noi del governo sulla Calabria, costantemente. La Calabria e la sanità di Calabria devono diventare ormai un questione nazionale…».

I.T.