Calabria zona rossa, “convocazione del Consiglio tentativo di ribaltare la realtà”

Aieta e Billari del gruppo DP: il totale fallimento nella gestione dell’emergenza è tutto in capo alla Giunta regionale

Il consiglio regionale della Calabria – dichiarano i consiglieri DP – era doveroso riunirlo d’urgenza solo per stabilire l’entità dei ristori regionali da destinare a persone, categorie commerciali e partite Iva che subiranno pesanti ricadute economiche a causa dell’inserimento della Calabria tra le “Zone rosse”. Non si convoca un consiglio regionale per meri calcoli e speculazioni politiche ed elettorali. Questo é il tempo della verità e la verità ci racconta che l’istituzione della zona rossa in Calabria non arriva a caso o per fare un dispetto politico a qualcuno, ma é il risultato di più cause imputabili solo a chi in questi 8 mesi ha governato. La Calabria é Zona Rossa non perché ha un numero di contagi elevati ma perché la Governance Sanitaria Regionale, con a capo la Giunta Regionale,
non ha realizzato il centro Covid regionale, non ha individuato i Covid-hotel, non ha assunto le 500 unità di personale medico e paramedico a tempo determinato e indeterminato, non ha realizzato i 136 nuovi posti di terapia intensiva e i 134 di sub-intensiva.
È rimasto tutto su carta, pur in presenza di 86 milioni di euro destinati alla Regione Calabria e non ai commissari della sanità che pure hanno colpe pesantissime. Questo quadro desolante scaturisce da una fitta indagine profusa da scienziati che, applicando metodi scientifici ed incrociando i dati che la stessa regione Calabria ha fornito, hanno stabilito che il sistema sanitario calabrese non è più in grado di garantire, a fronte dell’aumento vertiginoso giornaliero dei contagi, assistenza territoriale e ospedaliera adeguata, per fronteggiare quella che potrebbe divenire una catastrofe sanitaria.
Non siamo a marzo quando il virus era per noi calabresi solo un tragico racconto televisivo. Siamo a novembre e il covid-19 circola in tutti i posti abitati della Calabria, mettendo in ginocchio il pur già fragile sistema sanitario calabrese. Basta guardare gli ospedali quasi tutti in sofferenza. Non è tempo di strumentalizzazione ma di serietà. Ed é il tempo dell’assunzione di responsabilità di chi governa la Regione di ammettere il totale fallimento nella gestione dell’emergenza che era tutta in capo alla Giunta regionale a cominciare dalla creazione dei posti letto di terapie intensive dove si é registrata la totale inadeguatezza. A fronte di 136 posti letto programmati, solo 5 ne sono stati creati facendo registrare la percentuale più bassa d’Italia nel rapporto posti letto pre e post covid. Il disperato tentativo, dunque, di convocare il Consiglio regionale per ribaltare tale drammatica realtà non é altro che un’estrema e goffa strategia vuota di tutto e piena di niente ad esclusivo danno dei calabresi. Una classe dirigente all’altezza e credibile avrebbe potuto argomentare meglio nell’interlocuzione col Governo la situazione della Calabria evitando il patetico pasticcio dei numeri dei ricoveri in terapia intensiva.