Polveriera forestali, «in cassa non abbiamo più soldi per gli stipendi»

Il dirigente del settore Economico di Calabria Verde in un drammatico documento inviato a Mariggiò: «Servono quasi 12 milioni e in tesoreria ne abbiamo meno di 50mila...». L'occhio lungo del gruppo Pd in consiglio regionale che per primo ha lanciato l'allarme

C’è chi ha ceduto il quinto dello stipendio a banche e società finanziarie già da luglio (ma sull’estratto conto troverà che da agosto non è stato più versato un euro). Chi aspetta lo stipendio intero di settembre e ottobre, chi solo ottobre. Chi il tfr. E fin qui siamo ai 4600 lavoratori forestali di Calabria Verde, l’esercito del bosco o l’esercito nel bosco. Poi nei conti di una azienda ormai “fuori conto” c’è il rateo ordinario di transazioni bonarie da rientro con il Fisco o il pagamento di ultime cartelle rottamate. Totale della drammatica somma non meno di 12 milioni di euro freschi freschi che servirebbero a Calabria Verde per rimettersi quantomeno in carreggiata ma in tesoreria «ci sono meno di 50mila euro».
L’allarme, contenuto in una drammatica informativa finanziaria che il dirigente di settore Belcastro invia al commissario Mariggiò, è fresco fresco di queste ore. E fa seguito, o offre sponda inquietante, al gruppo in consiglio regionale del Pd (Guccione, Bevacqua, Irto, Notarangelo e Tassone) che per primo ha drizzato le antenne sui conti di Calabria Verde che da che mondo è mondo vive tra una regnanza regionale in decadenza, e un turno elettorale in arrivo, i suoi “terremoti” più disastrosi. Del resto “l’esercito nel bosco” (4.600 operai) gode anche di una facoltà elettiva ed ha pure famiglia, se non più di una. Non è difficile azionare il moltiplicatore a farsi idea del perché, a fisarmonica tra orlo del precipizio e redivive rinascite, Calabria Verde tiene sempre in ansia i conti correnti dei suoi dipendenti. Stavolta però con qualche zero che manca di troppo al punto che, denuncia il gruppo Pd, «nel prossimo consiglio regionale del 10 novembre si avvii un confronto sulla questione della forestazione e di Calabria Verde». Della serie, agenzia interinale del consenso e deposito di promesse o contenitore di rabbia sociale pronto ad esplodere da un momento all’altro? E già perché gli operai hanno lavorato ma gli stipendi di settembre e ottobre non arrivano e se i conti in cassa sono quelli che denuncia Belcastro sarà difficile che possano arrivare quelli di novembre o dicembre. «Vista l’imminente campagna elettorale bisogna evitare situazioni poco chiare e scelte dall’esclusivo sapore elettorale» scrive il gruppo Pd. Qualcuno reiteratamente vuole condurre alla fame e alla disperazione gli operai finché non arriva un “messia” che consegna loro gli stipendi in cambio di non meno di decine di migliaia di voti?
L’attenzione, e la rabbia, stavolta sono alle stelle. Il dirigente del settore Economico Belcastro, per non sapere né leggere né scrivere, mette su carta la situazione finanziaria e invia il report a Mariggiò. «Per il pagamento delle competenze stipendiali e salariali del personale (per il mese di settembre/ottobre, a seconda della tipologia contrattuale) – scrive Belcastro – necessitano al lordo euro 11.266.471,24. Alla data odierna il conto di tesoreria presenta un saldo positivo di euro 48.646,82». E questo solo per quanto riguarda gli stipendi di settembre e ottobre, ragion per cui «già pervengono insistenti lamentele del personale…» sottolinea Belcastro.
Ma tutto sommato non manca poi molto in cassa. Questione di zeri e di prospettive. Servono 12 milioni subito, non ce ne sono al momento nemmeno 50mila, per stare a galla. O ci mette mano la giunta regionale, o un Superenalotto, oppure si è in attesa di un “messia” che magicamente tira fuori dalla disperazione la soluzione…

I.T.