Fratelli d’Italia e di “scambi”: Calabria nel destino di Bertolaso (e viceversa…)

Il partito di Giorgia Meloni non gradisce la candidatura a Roma dell'ex capo della Protezione civile e sbatte i pugni ma sarebbe disposto a soprassedere se Berlusconi “concedesse” loro la nomination per la Cittadella. Che sulla carta tocca invece a Forza Italia...

Guido Bertolaso non ha faticato molto per ripiazzare le tende del suo appeal mediatico su scala nazionale e il Covid, il dramma pandemico che cresce di ora in ora, lo aiuta non poco. Poi lui ci mette del suo perché viene da lontano e sa stare bene a galla quando in giro c’è paura ma di certo la possibile nomination a sindaco di Roma in quota centrodestra (unito?) lo ha galvanizzato e non poco. Con felpa o tuta d’emergenza è questo il clima suo e dall’altra parte l’idea di giocarsi il Campidoglio in primavera con Virginia Raggi lo incoraggia abbastanza. Bertolaso dalle colonne del Corriere della Sera dispensa consigli nelle ultime ore e lo fa da chi la sa lunga in materia di emergenze. L’investitura a sindaco di Roma l’ha già di fatto indossata, osservano nella Capitale. Del resto Berlusconi ci sta lavorando con insistenza all’obiettivo, potrebbe essere questo uno dei suoi ultimi “tasselli” se non altro perché l’amico Guido è di vecchia data per lui. La Lega, di fatto, pesa poco a Roma e Salvini pur non amando più di tanto la versione “Villa San Martino” di Bertolaso non può più di tanto mettersi di traverso.
Chi sta facendo casino invece, e sulla carta ne avrebbe diritto, è Giorgia Meloni e non solo perché “er core de Roma” la coinvolge più che in altre occasioni. Fratelli d’Italia è in ascesa più o meno ovunque e tutto sommato da qualche parte ci sta scritto che un accordo preliminare di coalizione segnava a matita che per Roma occorreva “sentire Giorgia”. Sono accordi a matita o scritti a gesso sulla lavagna, beninteso. L’ostinazione di Meloni però e la Puglia con Fitto candidato (poi perdente) dimostrano che la leader non mollla in queste occasioni ed è per questo che si intavolano trattative a incastro su scala nazionale per risolvere il nodo Capitale. Il punto è che Berlusconi per Roma ha il candidato già in campo, Meloni no. Ma Fratelli d’Italia rivendica e scalpita ed è qui che starebbe per entrare in gioco (a incastro nazionale) la Calabria. Sì, niente di meno che la Calabria. Dove c’è da rinnovare consiglio e Cittadella e dove traumaticamente, e drammaticamente, la presidente in quota Forza Italia ha interrotto la sua regnanza dopo soli 8 mesi di governo. Questo per dire che sempre da Forza Italia si deve ripartire sulla carta per la nomination del candidato presidente in quota centrodestra in Calabria. Su questo pochi o nessun dubbio anche perché la fine tragica della passata legislatura non può essere in altro modo raffigurata se non come una partita di calcio interrotta per un terremoto. Si rigioca, quando si rigioca, daccapo. Tutto daccapo. Ma Berlusconi, immolato per la causa Bertolaso, potrebbe proprio tentare questa carta per convincere Giorgia Meloni a metterci il timbro di sopra a Roma. Concedere proprio a Fratelli d’Italia la candidatura a presidente in Calabria. Non è Roma, la Cittadella, e non hai tutti i media attorno ogni giorno ma è pur sempre una regione e con un mare di miliardi in arrivo. Se il “tavolo” porta queste pietanze e arrivano queste proposte Meloni potrebbe accettare lo “scambio”, secondo i bene informati. Tanto più che un nome che scalpita Fratelli d’Italia in Calabria lo ha già e che non è difficile identificare, punta da tempo l’obiettivo. Chissà come andrà a finire. Lo “scambio”, che in politica ci sta e tanto più nel gioco nazionale a incastri delle candidature, è solo un “disegno” per ora. Ma potrebbe essere anche l’unico “affresco” che spiana la strada a Guido Bertolaso verso il Campidoglio. Che poi è lo scenario che sta più a cuore a Silvio Berlusconi…

I.T.