La missione (quasi) impossibile del Pd nelle mani di Laratta

A San Giovanni in Fiore l'ex deputato capolista per una sfida per le comunali che, come al solito, parte in salita per via dell'intifada interna

Nel più grosso centro della Sila fervono i preparativi per la formazione delle liste. Partiti, movimenti civici, schieramenti, sono impegnati nella ricerca e reclutamento dei candidati da inserire nelle rispettive liste a sostegno dei candidati a sindaco che, allo stato, sono almeno sei/sette: Barile, Lacava, Mancina, Silletta, Succurro, Caruso, Lopez. Una campagna elettorale che, allo stato, presenta grandi incognite in relazione al risultato elettorale ed alla elezione del nuovo sindaco. Nei giorni scorsi il centrodestra, che si presenta più che frammentato con i suoi esponenti, ognuno dei quali a sostengono di almeno quattro candidati a sindaco, con una manifestazione alla presenza della presidente Santelli e di tre assessori regionali (Orsomarso, Gallo e Talarico) e di alcuni consiglieri regionali ha presentato la candidatura a sindaco di Rosaria Succurro, attualmente assessore con Occhiuto al Comune di Cosenza. Altrettanto ha fatto l’ex sindaco Antonio Barile che, durante una manifestazione in piazza Municipio, ha presentato la sua candidatura a sindaco ed illustrato le motivazioni della sua discesa in campo. Da parte degli altri candidati sono state annunciate iniziative per i prossimi giorni, subito dopo la presentazione delle liste.
Vi è da ricordare che il Pd ha svolto le primarie per la scelta del proprio candidato, il tre agosto. A contendersi la candidatura a sindaco sono stati, stranamente, due candidati dell’ammistrazione uscente, il sindaco Pino Belcastro ed il presidente del consiglio comunale Domenico Lacava. Ad avere la meglio, per soli 22 voti, è stato il candidato Lacava. Una iniziativa, quella delle primarie, che ha determinato profonde lacerazioni e non poche perplessità tra quanti (molti) si sono interrogati sulla opportunità di svolgere le primarie tra due personalità provenienti dalla stessa esperienza amministrativa e soprattutto a quindici giorni dalla presentazione delle liste. Un tempo assolutamente breve per ricomporre contrasti e lacerazioni e malumori determinati in particolare dalla partecipazione alle primarie, a quanto pare, di aree ed elettori del centrodestra che hanno fatto salire, non di poco, la partecipazione per la scelta del candidato di centrosinistra alle elezioni. Non è un caso che i maggiori alleati del Pd, i socialisti, hanno espresso, sin dall’inizio, contrarietà alle primarie tra due esponenti dello stesso partito e successivamente hanno, coerentemente, deciso di non partecipare al voto. Una scelta che, piuttosto che unire, ha determinato una divaricazione tra il Pd ed il suo maggior alleato nel governo locale. È del tutto evidente che, anche quanto si è verificato a San Giovanni in Fiore, è frutto della grave condizione che vive il Pd in Calabria ed a Cosenza. Una condizione segnata da gestioni commissariali che, nei mesi scorsi, hanno avuto il merito di contribuire a consegnare la Regione al centrodestra e che, in questa tornata elettorale, hanno il merito di segnare un’ulteriore tappa nel processo di marginalizzazione e di perdita di funzione del Pd nei territori e negli enti locali. È emblematico a tal proposito, oltre alla vicenda di San Giovanni in Fiore, quanto si sta verificando nella vicina Crotone, una realtà con una grande tradizione di governo della sinistra nella quale in questa competizione elettorale rischia persino di scomparire il simbolo del Pd. A San Giovanni in Fiore a coordinare la campagna elettorale è Pietro Lecce, nominato dal commissario provinciale Miccoli, a sua volta accusato di non aver mai messo piede nella città o promosso un incontro nel circolo del Pd locale con dirigenti, simpatizzanti ed iscritti, per conoscere la situazione ed assumere decisioni rispondenti agli interessi della comunità e del partito di cui ha la responsabilità. Pietro Lecce è esponente di Leu e proprio di recente, nella campagna elettorale del comune di Spezzano Sila, è stato protagonista di una rottura con il Pd. Lecce, coadiuvato dall’ex parlamentare Franco Laratta e dall’emergente Gianluca Succurro (cugino diretto della candidata a sindaco di San Giovanni in Fiore per il centrodestra, Rosaria Succurro) ha il compito di coordinare la formazione delle liste a sostegno di Lacava. Da notizie apprese da più fonti, le liste a cui stanno lavorando sarebbero tre e, non a caso, due di esse sarebbero guidate, una dallo stesso Franco Laratta e l’altra da Gianluca Succurro, componente del comitato provinciale e del coordinamento regione del Partito democratico, fresco di nomina da parte del commissario Stefano Graziano. Questa scelta, a quanto pare, nella città dell’ex presidente della Regione, Mario Oliverio, ha un significato chiaro ed inequivocabile, in coerenza con quanto già si è verificato nei mesi scorsi alle elezioni regionali. A Laratta e Succuro quindi il compito di vincere, assieme a Lacava, la sfida delle delle elezioni amministrative e di rilanciare il Pd per contribuire, proprio da San Giovanni in Fiore, alla risalita di un partito in profonda crisi in tutta la Calabria.

P.C.