Emergenza rifiuti, Ferrara (M5S): “Calabria ritardataria, commissione UE chiede soluzioni”

L'europarlamentare: Regione inadempiente, ad un mese dalla scadenza non ha presentato il piano di gestione

«La Calabria tutta è in attesa di interventi definitivi alle annose criticità del sistema di gestione dei rifiuti, aggravate nei mesi estivi e nel pieno della stagione turistica». Laura Ferrara, eurodeputata del Movimento 5 stelle, ripropone la sua attenzione sulla problematica della gestione dei rifiuti in Calabria rendendo nota la risposta della Commissione europea ad una sua interrogazione parlamentare.

«Nel mese di maggio – fa sapere la Ferrara – segnalavo alla Commissione europea lo stato di grave emergenza sanitaria in atto in Calabria a causa della permanenza dei rifiuti sulle strade cittadine, aggravato dall’innalzamento delle temperature e dall’emergenza Covid-19. Situazione che in alcune città continua tutt’ora. Entro il 5 luglio 2020 la Regione Calabria doveva presentare alla Commissione un piano regionale di gestione dei rifiuti riveduto in linea con la recente normativa dell’UE in materia di rifiuti, che stabilisce nuovi obblighi riguardanti, tra l’altro, la prevenzione dei rifiuti, la raccolta differenziata, obiettivi di riciclaggio più ambiziosi e un obiettivo di riduzione del numero di discariche. Ad un mese dalla scadenza di questa data il piano, così come scrive la Commissione, non è stato ancora presentato anche per questo il monitoraggio sulla Calabria, come per altre regioni del Sud Italia in difficoltà, da parte della Commissione rimane costante».

«Fra le azioni segnalatemi dalla Commissione, in virtù di una migliore gestione del ciclo dei rifiuti, vi è la possibilità di nuovi finanziamenti nel contesto della crisi dovuta al Covid-19. In questa ottica ho ritenuto avviare un confronto con l’assessore regionale al ramo, Sergio De Caprio, con il quale conto di organizzare un incontro a breve. Spero nel frattempo in una tempestiva adozione ed attuazione di un Piano Regionale di Gestione Rifiuti che, tenendo conto dei principi ispiratori della Direttiva 2008/98/CE, non sia solo una dichiarazione di intenti ma si traduca in azioni che diano risultati tangibili» conclude l’europarlamentare.