“Sciogliere il consiglio regionale calabrese”. Nuova sortita anti casta dei 5Stelle

I parlamentari Melicchio, Parentela e Granato sollecitano Conte a diffidare la Regione per il mancato inserimento all'odg della discussione sul taglio dei privilegi presentata da oltre un anno e mai discussa

«Abbiamo chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri lo scioglimento del Consiglio regionale calabrese. Sappiamo che si tratta di una proposta forte, ma in questo momento il consiglio sta violando lo Statuto, sta violando le leggi regionali». È con queste parole che il deputato del Movimento cinque stelle, Alessandro Melicchio, insieme ai parlamentari Paolo Parentela e Bianca Laura Granato, ha annunciato alla stampa, questa mattina a Catanzaro, la presentazione di una interrogazione per diffidare la Regione Calabria dal mancato inserimento all’ordine del giorno della proposta di legge sul “taglio dei privilegi” presentata da oltre un anno e mai discussa in Consiglio. 

Una grave violazione, secondo i pentastellati, che inibisce il potere di iniziativa legislativa popolare dei cittadini calabresi. Si tratta di una legge che, se approvata, consentirebbe di ridurre notevolmente i costi della politica: «La nostra proposta di legge prevede – ha spiegato Melicchio – un risparmio di 3 milioni di euro all’anno, riducendo del 40% gli stipendi e le spese dei politici regionali e dei gruppi consiliari.»

«Ciò che noi chiediamo – ha detto Parentela – è non solo il rispetto delle norme di legge, ma anche e soprattutto il rispetto dei cittadini che hanno sottoscritto la proposta e che oggi si vedono umiliati in una loro prerogativa, ovvero il loro potere di iniziativa legislativa. 

«Abbiamo rilevato dei costi elevatissimi – ha aggiunto Parentela – anche per quanto riguarda direttori e dirigenti. Ci sono due normative regionali che andrebbero abrogate che permettono al momento il raddoppio dello stipendio ed è una cosa che succede solo in Calabria».