L’agguato poco “Gentile” di Morra e le prime dissidenze

È più o meno poco prima del voto in consiglio regionale (per l'ufficio di presidenza) quando il presidente dell'Antimafia molla il colpo: Tallini non può essere presidente, ha problemi con la giustizia. Da qui la spinta finale per eleggerlo invece anche se non mancano le schede bianche e il “nervosismo” della Lega. «Qui per caso, come lo è Santelli...» il primo commento del successore di Irto...

Quando troverà due minuti del suo preziosissimo (e drammatico) tempo Jole Santelli farebbe bene a rileggere in controluce le prime frasi, a caldo e con mascherina, di Mimmo Tallini, appena eletto alla presidenza del consiglio regionale. Eccolo il successore di Irto usare il fiato per criptare un messaggio che è tutto un programma…«Come ha fatto la presidente Santelli subito dopo la sua elezione, userò la parola fatalità. Qui per caso, come lei. L’indicazione della mia persona alla guida del consiglio è frutto della fatalità, non dell’ambizione: è semmai il risultato delle dinamiche variabili e spesso non prevedibili della politica. Non mi ero posto questo obiettivo… ». E qui sotto la mascherina da coronavirus di Palazzo è consentito che cresca anche il naso, a Mimmo Tallini. Prima ricorda all’amica Jole che solo un “caso” ha eletto lei e lui al vertice della regnanza e poi mente spudoratamente perché non solo si aspettava la poltrona che da oggi è sua, pandemia a parte. Ma ha fatto letteralmente il “fuoco e fiamme” per ottenerla e nel corso dell’ultima surreale e “virale” riunione di maggioranza (a due metri uno dall’altro sennò finiva a palate) ha piazzato l’ultima bandierina: salta tutto. Senza la Catanzaro da difendere perché fin qui ha raccolto briciole (anche Baldo Esposito viene dal capoluogo) e senza berlusconiani da rinforzare (gli azzurri hanno preso quasi tutto fin qui) per Tallini alla prima del consiglio si prospettava una specie di Vietnam con il voto segreto dei consiglieri. Tra le diffidenze e le schede bianche della Lega, i mal di pancia di qualche azzurro (Giannetta) o di Fdi e il voto dei due della Cdl il minimo che si poteva prospettare in aula era il rinvio al giorno dopo (con il quorum abbassato) per l’elezione di Mimmo Tallini. Che invece diventa presidente alla terza votazione del primo giorno e deve “ringraziare” un doppia e fortunata concidenza. La prima drammatica, la seconda patologica. E chissà se è più “virus” la prima, che la seconda. Con le mascherine al viso e la gran fifa di dover tornare in aula il giorno doppo un po’ tutti si sono guardati bene dall’esagerare con il coronavirus. E da Flora Sculco (che ha votato Tallini) ad altri colleghi del Pd disponibili a votarlo e con messaggi di fumo bianco mandato dall’altra parte gli animi si sono distesi sin da subito. Già nei corrodi. Della serie, iniziamo a votare ma se si mette male per Mimmo arriviamo noi. Ma la “spinta” finale all’elezione immediata del nuovo presidente del consiglio l’ha indubbiamente fornita lui, dall’esterno. Al secolo presidente dell’Antimafia, con la mafia in pausa per il virus. Per tutti Nicola Morra che in mattinata, e prima del voto, manda alle agenzie una nota che doveva funzionare da turbodisel per Baldo Esposito…
«Apprendo da organi di stampa che il consigliere regionale Domenico Tallini, impresentabile secondo quanto rilevato dalla commissione parlamentare Antimafia, pare essere in pole position per il ruolo di presidente del consiglio regionale calabrese. Voglio ricordare: risultano impresentabili quei candidati che – sia relativamente alla Legge Severino, sia relativamente al codice di autoregolamentazione della commissione parlamentare Antimafia – si trovino in posizioni giuridicamente tanto rilevanti da suggerire ai partiti a non candidarli. Chiedo: può il consiglio regionale calabrese, con buona pace della presidente della giunta Santelli (ex vicepresidente dell’Antimafia che ha condiviso ed approvato il codice per gli impresentabili), pensare di eleggere il consigliere Tallini, “impresentabile” che potrebbe subire gli effetti della legge Severino?». Firmato, Nicola Morra. Protagonista indiscusso dell’elezione rapida e da fuori Palazzo di Mimmo Tallini. La sua incursione decisamente poco “gentile” (o, al contrario, molto “Gentile”…) ha spinto definitivamente proprio Tallini verso il trionfo. «Adesso ci facciamo dettare la linea da Morra in un momento come questo? Proprio in questo momento? Diventa lui il padrone della baracca allora… » commentano a distanza di due metri e con mascherine al volto due consiglieri regionali. Baldo Esposito, che ha già fiutato l’antifona, è già a testa bassa e a stento la mascherina trattiene le bestemmie…
I.T.