Tutti per Carlo, «lucido e “politico”…»

Palagarden di Rende denso di presenze e significati per il “lancio” definitivo della candidatura di Guccione nella lista Pd. Dall'amico e altolocato Andrea Orlando, «mi confido sempre con lui quando ci sono cose importanti da decidere, perché sa guardare oltre» a Franco Iacucci al commissario Graziano, «di lui mi colpisce l'intelligenza...»

Se il Pd in quanto tale e in quanto griffe orgogliosa cercava una “scusa” per ritrovare presenze e bandiere, volti di peso ma anche orizzonti e bussole, la kermesse per il lancio definitivo della candidatura di Carlo Guccione non poteva essere occasione migliore. Palagarden di Rende denso di colori, presenze, prestigio e identità Pd. Tutta Pd, per l’occasione di “Carlo”. Che non a caso si vede piombare sul palco amici altolocati e figure centrali della regnanza regionale del partito. Lui, Andrea Orlando, è quello che c’è sempre. Perché parte dall’intimo, dal confidenziale. «Con Carlo – ha detto tra l’altro – abbiamo combattuto insieme delle battaglie politiche, siamo rimasti nel Pd quando sembrava che mettere in discussione dei punti di vista fosse una specie di lesa maestà. L’abbiamo fatto perché credevamo in questo progetto. Sostengo Carlo per un ragione tutta politica: quando mi trovo ad affrontare dei passaggi complicati, difficili dal punto di vista politico una delle persone a cui telefono è Carlo perché so che mette al primo posto la politica, non mi racconta della sua condizione personale, non mi ha mai detto una parola dei suoi avversari politici ma ha sempre fatto un’analisi lucida, così come siamo stati educati a fare, dicendo cosa funziona e cosa no nel rapporto con la società. E le cose che ha detto in questi anni avevano un fondamento. Non credo sia solo un amministratore capace, una persona legata al lavoro che fa, ma è un capo politico. Penso che in un successo generale che dobbiamo costruire per il Pd sia importante anche una sua affermazione netta che dia l’idea che quando si fa una battaglia nell’interesse generale questa battaglia viene premiata e riconosciuta». Franco Iacucci ne fa, di Guccione, un punto fermo da cui si è in qualche modo ripartiti. «In questi mesi abbiamo capito che anche se la battaglia era difficile, dovevamo mettere dei punti fermi per ripartire. Siamo ripartiti all’inizio con grande difficoltà, con pessimismo. Il percorso – nel costruire le liste, nell’individuare un candidato – è stato difficile ma in queste ultime settimane abbiamo capito che siamo in grande ripresa e i sondaggi ci dicono che la forbice si è accorciata, anzi è stata quasi eliminata. Carlo è stato determinante in tutto questo». Secondo il commissario provinciale di Cosenza, Miccoli, «Carlo Guccione ha dimostrato attaccamento al Partito democratico, è stato quello che ci ha aiutati, mettendo davanti a tutto l’interesse per il partito, siamo riusciti in pochi giorni a costruire un’idea di comunità che combatte insieme». Stefano Graziano invece, commissario regionale del partito, preferisce immortalarlo così…«Se dovessi definire Guccione lo definirei politicamente intelligente. Non era facile intuire quali erano le difficoltà, abbiamo fatto delle scelte difficili ma c’è stata la capacità politica di capire cosa c’era da fare».
Poco incline a gestire “onoreficienze” pubbliche Carlo Guccione ha chiosato così, pratico pratico…«Oggi la partita si è riaperta e lo dobbiamo grazie alla battaglia politica condotta nel Pd. Sono fiducioso: abbiamo detto no a politiche consociative, trasversalismi che per lungo tempo hanno visto cambiare i colori della giunta ma a governare sono stati sempre gli stessi interessi. Il nuovo Pd deve avere coraggio, soprattutto nell’ambito della sanità dove si annidano interessi criminali e della malapolitica, dove una parte di quei 3 miliardi che ogni anno lo Stato dà alla Calabria finiscono nelle mani della ‘ndrangheta e della malapolitica. E i soldi che dovevano servire a curare i cittadini sono finiti in questi anni a pagare ad esempio 3 o 4 volte la stessa fattura. Ce la possiamo fare. Credetemi, siamo spalla a spalla. Manca solo l’ultimo sforzo…».