La piazza di Gratteri, Tansi attacca: «Indignato per la presenza di candidati»

«In strada esponenti politici che hanno nelle loro liste indagati per fatti di mafia». Santelli: siamo tutti con il procuratore e con la Dda, ma io per evitare strumentalizzazioni me ne sto in disparte. Aiello: «Per affermare la legalità non bastano le parole e gli annunci a costo zero». Callipo: presente qui a testimoniare che non sbaglia chi sceglie di restare in Calabria

La piazza di Gratteri, la piazza per Gratteri. Ma è anche la piazza che “ospita” un clima che tra 8 giorni deve aprire urne assai delicate e va da sé che immancabile arriva l’ora delle polemiche. Tra chi c’è e chi non c’è. Ma anche tra chi c’è per davvero e chi se non c’è è meglio. O tra chi, tutto sommato, avrebbe fatto meglio a non esserci del tutto. Nell’inossidabile certezza popolare e stratificata che racconta di un granitico Gratteri che mai e poi mai si farebbe influenzare da presenze e assenze (che siano politiche o di altra natura) va in scena nel “sabato del villaggio” della regnanza di Calabria la sciabola tra i candidati alla presidenza della Regione. L’importante non è uscire per primi sulle agenzie in ordine di tempo, o in ordine sparso. È la sostanza che incide. La nota di Carlo Tansi, per esempio, non è la prima della giornata ma è complicato assai metterla per ultima in materia di contenuti… «La Calabria per bene c’è, apprezza l’importante, intelligente, incessante ed efficace attività che sta svolgendo la Dda diretta da Nicola Gratteri e non tollera più di essere etichettata come la regione dell’omertà, della paura, dell’indifferenza. Gratteri non è solo. Tantissimi calabresi, la maggioranza, sono al suo fianco nella lotta alla malavita organizzata che anche attraverso la connivenza con la casta politico-burocratica ha bloccato per anni ogni possibilità di sviluppo socioeconomico della regione più bella d’Italia». Riposto il fioretto nella custodia ecco la scimmitarra. «Per il rispetto dovuto all’istituzione giudiziaria ho ritenuto inopportuno partecipare alla manifestazione di Catanzaro. Ho appreso invece che si è notata la presenza alla manifestazione di altri esponenti politici che non hanno disdegnato a candidare nelle loro liste indagati per fatti di mafia, malversatori di risorse pubbliche e condannati per fatti inerenti all’attività politica. Sono perciò indignato ma al contempo fiducioso che i calabresi ci riserveranno una sorpresa che rimarrà nella storia… ».
Con molta più ispirazione “britannica”, e senza indicare in liste altrui pericolo giudiziari, Jole Santelli dice però più o meno la stessa cosa. «Cari amici e cittadini in piazza, ci avete messo la faccia. Siete idealmente la migliore scorta, quella della società civile “armata” della forza della legalità, che fa da scudo a un uomo delle istituzioni. Il procuratore Gratteri sa di non essere solo e tocca oggi con mano la potenza del suo “esercito”, quello invincibile che non tace e non piega la testa ma invece parla e cammina a testa alta. Sono anche io idealmente accanto a voi, ma non lo sono fisicamente perché – come è giusto che sia – questa manifestazione, come hanno specificato gli organizzatori, “è priva di connotazioni ideologiche e politiche”. Se fossi stata un privato cittadino oggi avrei lottato per essere lì in prima fila e metterci la faccia ma la mia condizione di candidata alla presidenza della Regione impone di osservare rispettosamente la manifestazione da lontano».
Il prof Aiello la risolve la faccenda dall’inizio, è sua la prima nota della giornata in ordine cronologico e non è mica l’ultima poi per sostanza… «Restiamo vicini al procuratore Gratteri ma per affermare la legalità in Calabria non bastano le parole e gli annunci a costo zero. Ora la legalità va di moda in politica. Ma nel merito contano i fatti. Soltanto il Movimento Cinquestelle ha denunciato alle procure calabresi atti e prassi irregolari dell’amministrazione pubblica». Della serie, siete tutti in ritardo rispetto al risveglio civico e civile. «Noi possiamo parlare di legalità con limpida coerenza, avendo operato in concreto nell’interesse dei calabresi. Mi stupisce l’innamoramento per Salvini da parte di amministratori pubblici che avevano denunciato, per esempio, le forzature sull’ospedale nuovo della Piana di Gioia Tauro, avvenute in deroga alle norme ordinarie a causa dell’emergenza sanitaria del 2007. La legalità nell’amministrare la Calabria è il primo problema di cui ci si deve occupare. Centrodestra e centrosinistra non hanno curriculum a riguardo…».
Pippo Callipo non bisogno invece di note. Lui, “solo” tra i quattro candidati alla presidenza, in piazza c’è andato a Catanzaro. Intervistato dalle tv ha detto, tra l’altro, che «l’opera di Gratteri è un’opera encomiabile, un’opera che ci sta dando coraggio. Oggi la gente che è qui dimostra che ha capito. Non siamo qui per dare solidarietà al procuratore, non ne ha bisogno. Ha bisogno invece di essere spinto a fare ancora di più, a non abbandonare mai il campo, anche se dovesse arrivare la tecnica delle “promozioni”. Io mi auguro invece che il procuratore Gratteri resti ancora qui e completi con la sua grande squadra il lavoro straordinario messo in campo. Questo ci dà coraggio e ci aiuta a pensare che i nostri figli possono vivere in un territorio tranquillo e sereno, che magari possa anche diventare un giorno foriero di lavoro e benessere. Anche per questo vale la pena di restare in Calabria».

I.T.