Condizioni ideali (forse troppo…)

Se l'avesse disegnato a matita lo scenario del 27, Jole Santelli, non sarebbe riuscita a produrlo così favorevole. Ed è forse questo che ora (paradossalmente) preoccupa di più

Una Lega straripante avrebbe rappresentato un problema. Prima o dopo, presto o tardi, in una forma o in un’altra. Ma avrebbe presentato “assegni” scomodi alla cassa di Jole Santelli e i preliminari si erano già visti e vissuti con Pietro Molinaro che ha suonato la campana dell’assessorato all’Agricoltura a dieci giorni dal voto. Dopo di che non è detto che non otterrà ugualmente quanto auspicato ma addetti ai (non) lavori preliminari lo accreditavano, tra i campi generosi da coltivare, con non meno di diecimila preferenze. Molinaro c’è, la Lega pure, ma non tantissimo né tanto. Quanto basta. E per grazie e fortune di Jole Santelli che balla la tarantella in diretta sul tg1 la Lega c’è anche, se non soprattutto, a Catanzaro così si rinforza l’altro asse con Abramo che era una delle croci sanguinanti prima del voto di domenica. Con un solo colpo, quello del voto e quindi del caso, Santelli non ha da temere le straripanze della Lega alla cosentina né la caduta senza barriere protettive di Abramo. Di più. Tallini c’è e ci sarà ma non tanto né tantissimo. Quanto basta, per bilanciare i colpi di testa proprio del sindaco di Catanzaro. Due equilibri che si reggono a vicenda e che hanno tutto tra le convenienze tranne che creare problemi (per ora) proprio alla governatrice. Che quando tutto manca è a Giorgia Meloni che può bussare. Fratelli d’Italia c’è ovunque e c’è bene. Non tantissimo però, né tanto. Quanto basta, a cominciare dalla non vittoria del candidato di Fausto Orsomarso nel Cosentino, che con ricevuta di ritorno bussava già ad assessorati. Un po’ di sorte (buona) non guasta mai, figurarsi poi a Jole Santelli. Che nello stesso voto e nelle stesse schede conosce la prima non elezione della storia della griffe Gentile. Nessuno ha più riesumato né trovato comodo ricordare i tempi della guerra calda e fredda tra i blocchi Occhiuto e quelli Gentile, con Jole in mezzo naturalmente. È seguito un amore tattico e di convenienza con una tregua che non avrebbe violato nessuno. Ma vuoi mettere un’esclusione “naturale” e popolare che viene fuori dalle schede? Vuoi mettere non trovarsi proprio nessuno in aula? Dopotutto, se è per questo e giusto per perimetrare tutti i colpi di buona sorte di Jole, neanche il fiato sul collo degli Occhiuto può trovarsi perché tra candidati non candidati e altri bocciati dalle urne il bottino è magruccio, per mettere sotto schiaffo il governatore. Che nello stesso giorno e nelle stesse schede conosce pure la più clamorosa e antistorica crescita della bandiera di Forza Italia. Che in Emilia fa il 2,5% e finisce nelle figurine Panini ma in Calabria detta praticamente la linea. Se si somma la lista azzurra, quella del presidente e la Cdl il totale fa un paradossale e ritrovato universo berlusconiano di Calabria che è indiscitubilmente la prima forza. Proprio nel mentre nel resto del Paese la bandiera e la griffe finiscono nelle trasmissioni stracult di revival a tarda sera.
Tutto ha giocato per Santelli, ma proprio tutto. A partire, naturalmente, dall’asse Zingaretti-Graziano se non a partire da altro o altri ancora a monte. Operazione terra bruciata e campo libero verso la vittoria. Basterà questo per far bene e non sbagliare? Basterà per sentirsi al sicuro avere tutti a fianco e nessuno con fiato in petto tale da dar fastidio? Basterà a Jole Santelli accogliere col sorriso di donna alcune percentuali importanti e leggermente sopragiri che vengono dallo Stretto? Quando i “preventivi” che arriveranno alla Cittadella sarà più imbarazzante leggerli che soddisfarli come si comporterà la prima governatrice della storia della Calabria? Fortunata sì, anche fortunata nelle urne di domenica e non è certo una colpa in mezzo a sventure che non hanno prezzo. Ma poi la fortuna si secca di guardarsi allo specchio e cerca sostituti. Lì conosceremo Jole Santelli, la prima governatrice.

I.T.