Troppi appalti in prorogatio, lunedì tutti in commissione

Nuovamente all'ordine del giorno il tema su convocazione del consigliere regionale Mirabello. Sullo sfondo il danno erariale per la Regione, soprattutto dopo l'ultimo pronunciamento della Consulta a proposito del “Decreto Calabria”

Appalti in prorogatio in sanità che si perpetuano in alcuni casi da 12 anni. Decine di appalti abbondantemente scaduti per forniture in Asp e ospedali o esternalizzazioni di servizi, sempre legati al mondo pieno di euro della “salute”. Zeri che ballano e che si tramandano con beneficiari sempre i soliti, che naturalmente a fine mese stampano fatture a colori con stampanti di ultima generazione. Il funerale del compianto Franco De Luca ha fatto slittare la prima “chiama” ma per lunedì, salvo imprevisti funerei della stessa natura Michele Mirabello li aspetta tutti in commissione sanità. Al primo punto infatti della commissione sanità del consiglio regionale proprio la “trattazione” di questa che è una vera e propria ferita sanguinante nel sistema degli appalti pubblici di Calabria. Dove si annidano facilmente incrostazioni e affari senza soluzioni di continuità. Ambiguità normativa e status quo perpetuo persino foraggiato dall’alibi del “Decreto Calabria”, che impedisce la genesi di nuove gare sopra soglia da appaltare in terra calabrese (se ne deve occupare la Consip o stazioni uniche appaltanti di altre regioni). Ma su un punto e proprio di recente la Consulta (che ha respinto il ricorso della Regione sull’intero decreto) è stata chiarissima. Si possono (e/o si debbono) terminare le gare in atto. Nulla osta alla loro prosecuzione. E proprio qui casca “l’asino”, o le fatture a colori stampate con stampanti di ultima generazione. Il regime di prorogatio per decine di appalti che fin qui nessuno si è “permesso” di interrompere, nonostante siano scaduti in alcuni casi da più di 10 anni i capitolati. Sullo sfondo, a maggior ragione dopo il pronunciamento sul punto della Corte Costituzionale, il poderoso danno erariale che si profila per la pubblica amministrazione. Perché nel frattempo quegli appalti riportano un prezzo di base iniziale ora fuori mercato, oneroso assai. Decisamente più conveniente sarebbe per la Regione terminare le gare in essere e aggiornare le forniture. Di questo e di altro ancora si parlerà lunedì in commissione che proprio questo tema tratta al primo punto. Sono stati convocati Donato, dominus della Sua. Cotticelli, commissario alla sanità di Calabria. Pacenza, Belcastro, i reggenti delle Asp e delle aziende ospedaliere (quelli che nel frattempo non si sono dimessi…). Chissà chi ci andrà e soprattutto per dire cosa. Lo stato dell’arte, e delle fatture a colori, tuttavia, per certi aspetti parla da solo…