Tramonta il voto natalizio

Scaduti i termini per le elezioni il 15 dicembre, come ampiamente anticipato

L’ipotesi (se mai è esistita per davvero) ora è definitivamente archiviata. Per legge. Non è più possibile che le urne di Calabria si aprano domenica 15 dicembre e dal momento che domenica 22 e domenica 29 le Corti d’Appello (e il buon senso) stralciano per definizione da tornate elettorali ecco che ora è ufficiale, le elezioni regionali calabresi si terranno a gennaio del 2020. Non oltre gennaio, però. Perchè se è vero che c’è un termine minimo è anche vero che ne esiste uno massimo e dal momento dell’insediamento di Oliverio e trascorsi 5 anni non è praticabile una strada ordinaria oltre il mese di gennaio. E l’ultima domenica di gennaio è il 26 e guarda caso coincide anche con la più che probabile tornata elettorale in Emilia. E il mini election day è fatto, evidentemente e naturalmente dall’importanza politica nazionale che si commenta da sola dopo la catastrofe governativa dell’Umbria. Ieri, 31 ottobre, era l’ultimo giorno utile per l’emanazione del decreto di indizione dei comizi elettorali. Che deve essere reso noto almeno 45 giorni prima la data del voto. Al di sotto questo limite non è possibile andare ragion per cui urne a dicembre non se ne apriranno più. Del resto “il Fatto di Calabria” aveva anticipato le probabili intenzioni della Cittadella a proposito della data delle elezioni. Non facendo mistero di collocarle nello stesso giorno del voto emiliano, il 26 gennaio, come del resto richiesto pure dai vertici Pd a Oliverio. Dopo di che però, come già detto, c’è anche un limite temporale ragion per cui comunque entro gennaio si deve condurre i calabresi al voto. Di natura politica e strategica le motivazioni che hanno convinto Oliverio a far rimanere chiuse le urne a dicembre. Dal tempo tecnico necessario all’opportunità che si consumi l’intifada nel centrodestra alla possibilità di non offrire alibi alla segreteria nazionale del Pd, che a gennaio ha chiesto di votare.