Se la sanità la “finanzia” il primario…

Il caso del direttore dell'Uoc di Ortopedia di Paola, Massimo Candela. In “trasferta” una volta a settimana all'ospedale di Vibo devolve le spettanze al «miglioramento del confort alberghiero cui dotare il reparto che dirigo»

Un “pronto soccorso” per l’ospedale di Vibo Valentia. Nel senso proprio letterale di “soccorrere” alcune delle sue funzioni, così da rivitalizzarle. Più o meno questo debbono aver detto Belcastro e Cotticelli ad alcuni tra i chirurghi e primari più quotati in giro per la Calabria, naturalmente al servizio di Asp del servizio sanitario regionale. Con un discorso dalla seguente logica, sintetizzata per grandi linee. Non ci sono risorse per inquadrare nuovo personale qualificato e men che meno (vecchia paradossale storia questa) bandire concorsi per cui che ne pensate di andare una volta a settimana a prestare bisturi e sapienza all’ospedale di Vibo Valentia? Non è uno schema inedito, sia pure assai singolare se si fa un giro per il Paese. Per la cronaca, e senza molto successo, si è tentata la stessa strada per l’ospedale di Castrovillari, tanto per dirne uno. Ma per Vibo la cosa, il progetto, in qualche modo funziona. Procede da mesi ormai. Come nel caso del primario di Ortopedia di Paola, Massimo Candela (che peraltro ha rifiutato la stessa proposta per Castrovillari). Una volta a settimana sala operatoria aperta e bisturi in mano dentro lo Jazzolino di Vibo, così come da convenzione tra Asp di Cosenza e la stessa Vibo «per permettere la riapertura dell’U.O.C. di Ortopedia ed a garantire l’attività chirurgica da rendersi con proprio personale medico con un accesso settimanale». Nella convenzione è specificato che la somma (lorda) da corrispondere al primario di Paola per le sue trasferte con bisturi in mano a Vibo deve essere di 372 euro a settimana, che «l’Asp di Vibo Valentia corrisponderà all’Asp di Cosenza per la prestazione settimanale erogata». Un giroconto normale quindi tra le due Asp ma la notizia vera della faccenda, oltre ai bisturi in trasferta per consentire allo Jazzolino di Vibo di operare, è un’altra. Tutta un’altra. Assai simbolica se vogliamo e per certi aspetti anche sostanziale. Completato il giroconto tra Asp le 1500 euro lorde circa al mese dovrebbero transitare sul conto corrente personale del primario Candela e invece niente. Il direttore dell’Uoc di Paola formalmente rinuncia al compenso per le “trasferte”. E chiede che invece «venga utilizzato per il miglioramento del confort alberghiero cui dotare la U.O.C. di Ortopedia che dirigo». Sì, confort alberghieri che poi in sanità sono destinati al paziente, ovviamente. Letti, comodini, tavolini da letto, un armadio. Tutto può far brodo, di questi tempi. Hai visto mai, dopo più di due miliardi di debiti nel fosso della sanità di Calabria. Meglio acchiappare dove si può…

I.T.