“Sartoria” di lusso all’Asp di Cosenza. Quella delibera “cucita” su due misure…

Mancano primari, medici e infermieri negli ospedali e tutte le figure apicali nelle Unità operative complesse dell'azienda ma uno speciale “avviso” rinnova le direzioni di due soltanto, “Ufficio tecnico” e “Acquisizione beni e servizi” (dove ci sono gli euro veri...). Con una particolarità, «alla selezione possono partecipare anche i dirigenti in possesso dei requisiti e temporaneamente assenti... ». Guarda caso, ma senza che sia un caso, come gli unici due che sono andati via da poco...

Andar via per tornare, un giorno. Andar via per restare più e meglio di prima. Andar via per non andar mai via per davvero. Con due piedi in due scarpe diverse, narrava un vecchio detto mai tramontato. Con overdose di dono dell’ubiquità, altro che Natuzza.
Pianeta sanità, emisfero Calabria, periferia “dell’impero” l’Asp di Cosenza (la più grande, la più iguaiata, quella che nessuno vuol dirigere più). Mancano medici , infermieri e primari negli ospedali e mancano le figure apicali di tutte le Unità operative complesse, ci sono i pensionamenti e le cessazioni di rapporti da rimpinguare. Diciamo che in termini di urgenze, e con le risorse non pignorate a disposizione, è come dire che “l’auto” dovrebbe prima cambiare l’olio, le gomme, controllare l’acqua, oltre al carburante. E invece e con estrema urgenza si dà avvio all’avviso di selezione per due sole direzioni di Unità operative complesse, siamo alla fine del mese di ottobre. Poltrone nemmeno tra le più scoperte in ordine di tempo né di razionalizzazione della pianta organica. Per “l’auto” di cui sopra, siamo ai dettagli. Eppure, e con estrema sollecitune, si procede e non è per niente questa l’unica anomalia della vicenda.
Nella delibera numero 919 del 28 ottobre scorso si legge testualmente: «Avviso interno incarichi quinquennali direttori Uoc Gestione Tecnico patrimoniale e Provveditorato, economato e gestione logistica». Dentro c’è lo schema per la pubblicazione di due avvisi interni per la nomina dei direttori delle Unità operative complesse dell’Ufficio tecnico e dell’Ufficio acquisizione beni e servizi (qui passa molta eurofortuna dei fornitori). Fin qui non molto di cui andar per sospetti, a parte la stranezza della fretta nel rinnovare la direzione di queste due Unità che non sono le uniche scoperte all’interno dell’Asp (tutte le altre Unità operative complesse amministrative e cioè Bilancio e Ragioneria, Risorse umane, Ufficio legale e altre ancora vedono allo stato i rispettivi responsabili, come detto, cessati dall’incarico). Il meglio, o chiaramente il peggio, viene fuori dopo quando solo stropicciandosi due volte gli occhi se ne viene a capo. Non senza sconcerto.
Nell’avviso è previsto infatti esplicitamente che «alla selezione possono partecipare anche i dirigenti in possesso dei requisiti e temporaneamente assenti… ivi compreso il collocamento in aspettativa per lo svolgimento dell’incarico di Direttore generale o di Direttore amministrativo in Azienda o Ente del S.S.N.». Stropicciati bene gli occhi e ricomposto lo sconcerto lo si divide in due. Un pezzo va all’esegesi dell’avviso. I direttori di queste Unità complesse possono pure essere “assenti”. Non esserci. Comandare senza apparire, con tecnica esoterica o del dono dell’ubiquità. È concesso anche a chi ha i requisiti ma non è operativo presso l’Asp di Cosenza (o persino in aspettativa) partecipare a questo avviso. Una sorta di magia. Il secondo pezzo di sconcerto è più forte ed esteso del primo. Solo due hanno, “casualmente”, queste caratteristiche. Sono in possesso di questi “strani” e unici requisiti. E cioè gli ex direttori delle rispettive Unità operative complesse in questione. Che, guarda caso ma per niente a caso, in questo preciso momento sono dirigenti se non direttori generali presso altre Aziende sanitarie del Paese (per la precisione direttore generale uno e direttore amministrativo l’altra). Sì, proprio così. Un avviso pubblico per consentire a due dirigenti che hanno fatto scelte diverse dalla continuità aziendale con l’Asp di Cosenza di partecipare alla procedura per aggiudicarsela (ovviamente il risultato è scontato considerati i loro titoli) e tenersi “il posto” (incarico di direzione di struttura complessa) in “caldo” per quando, bontà loro, decideranno di rientrare nei ranghi dell’Asp stessa. Un piede di qua, e uno di là. Anzi, uno di là e uno ben fermo di qua. Un “avviso” non per assicurare una direzione a due strutture strategiche dell’Asp (magari usufruendo di risorse umane interne e presenti) ma semplicemente per “conservarla” a due dirigenti “in fuga” ed impedire ad altri di occuparle, mortificando professionalità che potrebbero esprimere al meglio le loro potenzialità.
In una un’interrogazione parlamentare il deputato Cinquestelle Sapia ha chiesto lumi sulla vicenda al ministro Speranza. I lumi però, lo sa chi li porta ai propri cari al camposanto, se c’è vento vedono spegnersi la fiamma. Riaccenderli non è mai semplice quando soffia teso e in autunno non manca. Facile che a Speranza non faccia neanche in tempo di arrivare la “fiamma”…
I.T.