Inferno a Cinquestelle

Nel giorno del voto sulla piattaforma Rousseau si scatenano le voci contrarie tra i parlamentari: è un inciucio col Pd, si fa di tutto per non far partecipare il Movimento alle elezioni

“Il voto online di domani che Luigi Di Maio ha chiesto agli iscritti sulla piattaforma Rousseau per decidere se presentare liste in Calabria alle prossime elezioni regionali mortifica noi parlamentari ed il lavoro che abbiamo fatto nell’affannosa ricerca di un candidato autorevole da candidare alla presidenza”. Massimo Misiti, deputato calabrese del Movimento Cinquestelle, non usa mezze misure nello stigmatizzare la decisione di ricorrere al voto online per stabilire se M5s debba o meno presentarsi con propri candidati alle regionali in Calabria e in Emilia Romagna. “Diciamolo con estrema franchezza: stiamo attraversando un momento difficile. Un periodo di crisi d’identità – continua il deputato – che ha reso complicato individuare una figura di spicco capace, in Calabria, di interpretare lo spirito e le idee del Movimento. Ora che ci siamo riusciti, delegare agli iscritti di tutta Italia una decisione politica di questa valenza relativa al nostro territorio, equivale a disconoscere il ruolo che gli stessi iscritti e gli elettori calabresi ci hanno attribuito nel momento in cui hanno deciso di mandarci in Parlamento come loro portavoce. È inammissibile pensare che chi non abita in Calabria, chi non conosce la nostra realtà possa decidere, con un voto online, se si possa o meno partecipare alle consultazioni amministrative. Abbiamo il dovere di partecipare alla competizione elettorale calabrese, anche se questo significa rischiare qualcosa. Le battaglie vanno combattute, se si crede in quello per cui si combatte. Altrimenti si rischia di passare per codardi. E noi non lo siamo”. 
Per il deputato di Corigliano Calabro Francesco Forciniti il voto è «umiliante la votazione online». «Un preavviso a dir poco ridicolo – scrive – dal momento che si voterà domani (giovedì, ndr) dalle 12 alle 20. Sarò esplicito: se ci sarà impedito di partecipare alle prossime elezioni regionali calabresi si sarà consumato un subdolo gioco di palazzo per lasciare al Pd qualche possibilità in più salvare le proprie poltrone emiliane, con l’illusione da parte di qualche stratega romano che questo possa rafforzare il governo giallorosso». L’accusa di inciucio con Zingaretti è chiaro: sul tavolo ci sarebbe la tenuta stessa della maggioranza che guida il Paese e la desistenza dei Cinquestelle sarebbe la contropartita per continuare a governare con i democrat. Parole pesantissime destinate a rimbalzare nella Capitale. 
«Evidentemente – continua Forciniti – l’esperienza del caso Diciotti e del rapporto con Salvini non ci ha ancora fatto capire che piegarsi alla volontà degli alleati di turno non rafforza in alcun modo il governo. Se il Pd vorrà fare cadere il governo dopo le regionali di gennaio lo farà a prescindere da ciò che noi faremo!».

Più stringata ma sulla stessa lunghezza d’onda la reazione del deputato pentastellato Francesco Sapia: «Trovo il post sul Blog delle Stelle assurdo. Non si può far decidere sulla piattaforma Rousseau se il M5s in Calabria debba partecipare o meno alle prossime competizioni regionali. Ho sputato sangue per il Movimento adesso mi sento tradito. Non mi nascondo dietro nessuna logica di partito».

Infine, si unisce quasi subito al coro di critiche anche Bianca Laura Granato, che invita i militanti a votare a favore della partecipazione alle regionali: «Una forza politica di governo non rinuncia a presentarsi in una tornata elettorale per riorganizzarsi all’interno. Si lavora di pari passo. Il Paese non va in pausa perché noi avremmo bisogno di una pausa! Come possiamo chiedere coraggio senza dimostrarlo a nostra volta? Come possiamo dire ai cittadini che la matita è l’arma più potente per salvare i loro destini? Dovremmo stringerci nelle spalle e dire ai calabresi: purtroppo per voi non c’è nessuna scialuppa di salvataggio. Arrangiatevi con la ‘Ndrangheta che già sta penetrando nelle file dei partiti dati per vincenti».