La (pazza) idea di Cotticelli: medici “prelevati” da una coop

Niente rinforzi ancora per quanto riguarda Ostetricia e Ginecologia nello spoke di Corigliano-Rossano. Il commissario tentato dal reperire camici bianchi da una società interinale (con buona pace di chi ha vinto il regolare concorso)

Il lavoro offerto con fattura unica. Una sola commessa esternalizzata che fa tutto. Sono le società interinali, in molti casi cooperative. Niente di nuovo, sono in campo da anni ormai. Manodopera per attività private o per società in house, così come per grandi magazzini e bar. Un po’ di curiosità la faccenda la desta però quando si tratta di camici bianchi da “fittare” per rinforzare gli ospedali di Calabria. Sì, è proprio così. Medici prelevati da una cooperativa che emette fattura unica a fine mese. È questa l’idea (secondo alcuni “pazza”) del commissario Cotticelli, il governante in capo della sanità di Calabria. C’è un ospedale in particolare da rimpolpare in queste ore, lo spoke di Corigliano-Rossano, e due reparti nella fattispecie (Ostetricia e Ginecologia). Ed è per questo perimetro, e per questa “piaga”, che Cotticelli pensa di utilizzare la commessa unica, esternalizzata. Una coop che fornisce medici all’occorrenza, in quantità industriale se occorre. Basta chiedere e la fornitura arriva. Peccato però, questo lamentano i sostentori accaniti delle nuove assunzioni in Calabria, che medici che hanno partecipato e vinto un concorso ce ne sono anche per Corigliano. Basterebbe, questa la tesi, applicare la graduatoria e ingaggiare regolarmente medici che hanno chiesto e ottenuto la vittoria di un regolare concorso. Tanto più, sempre secondo sindacalisti e operatori di settore, che la commessa esternalizzata finisce per incidere persino di più nelle casse pubbliche perché si applicano tariffe giornaliere e ad orario (e con trasferta) che sono molto più onerose di una assunzione a tempo indeterminato. Ma evidentemente da quest’orecchio Cotticelli pare proprio non voglia sentirci se è vero come è vero che non è di oggi la diatriba se sbloccare o meno assunzioni “reali” per gli ospedali di Calabria (a parte quelli, come dice Belcastro, virtuali e cioè di chi sta già lavorando e che quindi ha solo cambiato condizioni contrattuali). In tutto ciò resta del tutto in piedi l’ipotesi di dimissioni del commissario dell’Asp di Cosenza, Pallegrini. Doveva essere quella appena conclusa la settimana della verità, o rinforzi per Corigliano o vado via, avrebbe detto (dopo la kermesse della chiusura e riapertura misteriosa dei reparti). Ad oggi personale non ne è arrivato e Pellegrini, confessa chi le gira attorno, vorrebbe davvero togliere il disturbo a questo punto. Il rischio a cui è esposta grazie al pasticcio di Corigliano è davvero troppo alto.

I.T.