Il gran pasticcio di Corigliano. Caos al comando all’Asp di Cosenza

La chiusura e la riapertura in poche ore del reparto di Ostetricia e Pediatria dell'ospedale dello Jonio. Nel mirino (non solo per questo) il commissario Pellegrini. «Mai vista gente così incapace... »

«In altri tempi una buffonata come quella di ieri avrebbe provocato il finimondo ma non è questo il tempo della vergogna, con i grillini al comando nessuno si meraviglia più di niente ormai… ». Un profondo conoscitore delle dinamiche all’interno dell’Asp di Cosenza a stento trattiene le risate a proposito di quanto accaduto ieri. Il direttore sanitario Carino chiude per carenza di organico i reparti di Ostetricia e Ginecologia dell’ospedale di Corigliano e poche ore dopo il commissario dell’Asp, Pellegrini, invita alla retromarcia, naturalmente ottenendola. Ma siamo sicuri che la decisione di Carino era solo frutto di un esagerato timore? Ha sopravvalutato i rischi di carenza di organico Carino? O c’è dell’altro? Ma soprattutto, per le “cicogne” in arrivo, il commissario dell’Asp di Cosenza Pellegrini è davvero al corrente di tutti i rischi in giro? Ha preso la decisione giusta e più saggia nel comandare la riapertura del reparto? La sensazione forte, all’interno del Palazzo della salute di via Alimena a Cosenza, è che non ci sia più limite al peggio. «Incapacità assoluta a governare i processi, questi sono totalmente inadeguati» fa ancora la voce di cui sopra. Dove “questi” sono i grillini al comando nel pianeta sanità. «C’è una guerra politica all’interno dei Cinquestelle che si riflette sulla gestione della sanità. Se a questo aggiungiamo che non sanno nulla della materia, inesperienza e inconsistenza totale, il piatto è servito. Il commissario dell’Asp poi viene dal nulla, non ha mai partecipato neppure lontanamente a qualcosa che somigliasse a sanità. Gli appalti li gestisce sempre la stessa persona, che ora è stata pure promossa fuori regione. Ora la Pellegrini, nella guerra interna tutta grillina, si sente protetta da Cotticelli ed è quanto dire in termini di competenze… ». In attesa di nomine “definitive” all’interno dell’Asp di Cosenza e soprattutto in attesa di un vero e proprio direttore generale ecco che l’interregno del commissario Pellegrini non muove sostanzialmente nulla. Da ambienti amministrativi si apprende che nulla è stato fatto per mettere ordine nella cronologia dei pagamenti delle fatture, si va per “impulsi” come sempre. Nulla è stato fatto per mettere ordine nell’universo contorto delle costituzioni in giudizio e dei lodi, vere e proprie sanguisughe. Nulla è stato fatto per segnalare alla Stazione unica appaltante le gare abbondantemente scadute così da farne altre, che però rimane incombenza della Sua. E così i cognomi forti “alla cosentina” continuano a navigare nell’oro come e più di sempre. Dalle consulenze legali alla gestione di alcuni servizi di esternalizzazione che restano in splendida prorogatio sine die. «E meno male che i Cinquestelle dovevano mettere al primo posto la legalità e la trasparenza all’interno della sanità di Calabria… Mi viene da ridere» chiude il (o la) dirigente che da anni osserva tutti e giura, «incapaci come questi non ne ho mai visti…».

I.T.