Il boss Franco Muto ai domiciliari, la politica si indigna

“Oggi con uno scoop la Gazzetta del Sud annuncia che il super boss del pesce, Franco Muto di Cetraro, è stato scarcerato. Con la motivazione, scrivono i colleghi del quotidiano di Messina, che non sarebbe più un boss e le sue condanne sarebbero minori, quindi può tornare a casa. Tutto assurdo, inconcepibile, senza alcun senso”. Lo afferma, in una dichiarazione, Klaus Davi imprenditore della comunicazione, giornalista e consigliere comunale di San Luca. “Cosa hanno da dire in proposito – prosegue Davi – Nicola Morra e Alfonso Bonafede? Che messaggio può arrivare della giustizia italiana dopo simili provvedimenti? Probabilmente c’è anche una carenza normativa che aiuta i mafiosi, e sulla quale la politica deve intervenire. Comunque è un giorno buio per la giustizia. Simili notizie rendono vane le battaglie coraggiose di persone come Nicola Gratteri perché minano, indelebilmente, la fiducia nelle istituzioni e nelle Stato”. “Per la Calabria – sostiene ancora Davi – non c’è speranza perché il primo è lo Stato con la sua passività a non aiutare la lotta contro la ‘Ndrangheta e a ostacolare il lavoro dei magistrati, dei giornalisti e l’impegno delle tante persone per bene”.
“La decisione del tribunale di concedere i domiciliari al boss, Franco Muto, detenuto al 41 bis è assurda, mina la credibilità delle istituzioni e indebolisce chi si batte per la legalità. Il ministro Bonafede si attivi immediatamente”. Lo dichiara il commissario regionale del Partito democratico della Calabria, Stefano Graziano.
Sdegno anche da parte di Ernesto Magorno, senatore Pd e sindaco di Diamante: “La notizia della scarcerazione di Franco Muto lascia senza parole. Non si può non condividere il pensiero di Klaus Davi. Da parte mia non mancherà mai il sostegno a personalità come Nicola Gratteri e a tutte le persone che ogni giorno lavorano per rendere la Calabria una terra dal profumo di legalità”.