Gallo (Cdl): bando borghi è solo trovata elettorale

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“Si può triturare un fondo da 100 milioni destinato alla rivitalizzazione in chiave turistica e culturale dei Comuni, premiando praticamente tutti e tutti allo stesso modo gli enti partecipanti? In Calabria si può. È quello che è avvenuto con il bando sui borghi”. Lo sostiene il capogruppo della Casa delle Libertà in Consiglio regionale, Gianluca Gallo, che parla di “occasione sprecata, l’ennesima”. Gallo sostiene che “nei giorni scorsi il governatore ha chiamato a sé sindaci e amministratori da tutta la Calabria per assegnare loro un contentino. In realtà, quasi nessuno è tornato a casa contento. Le somme disponibili ammontavano a 100 milioni di euro. Ad usufruirne, sono stati 359 enti. Ne vengono fuori una media di finanziamento inferiore al minimo di 300mila euro fissata nel bando stesso e, soprattutto, progetti diversi e di importo differente premiati in egual modo e misura. È evidente – aggiunge il capogruppo regionale della Cdl – come un tale modo di procedere e di intendere la programmazione dei fondi europei finisca con il tradursi in semplice strumento di cattura del consenso a fini elettorali. Una condotta riprovevole, peraltro sdegnosamente respinta al mittente da moltissimi dei sindaci interessati, sebbene ignorata nelle veline diffuse dalla Cittadella”. Secondo Gallo “le misure per il rilancio dei borghi calabresi avrebbero dovuto contribuire a promuovere le eccellenze. Invece, finiranno con l’essere la solita trovata da campagna elettorale, per come da tempo avevo denunciato, presentando un’interpellanza con la quale evidenziavo criticità che, puntualmente, si sono trasformate in farsa politica ed amministrativa. Ora sono stati pubblicizzati i nomi degli enti ammessi a finanziamento, senza alcun’altra spiegazione. Se non quella adesso scritta nella decisione di finanziare tutti gli ammessi, senza distinzioni fondate sulla bontà dei progetti presentati. In nome – conclude il capogruppo della Cdl – della più becera strumentalizzazione delle risorse pubbliche, a sostegno di una campagna elettorale lanciata da più d’un anno sulla pelle dei calabresi”.