Il Pd e l’unica via per bloccare Oliverio: quella giudiziaria

Più forte delle correnti e degli scenari interni in costante evoluzione: lo spettro inquisitorio resta il pezzo forte (e unico) per i "nemici" del governatore

Un Ferragosto così, giura chi se ne intende e ne ha viste tante, non lo si viveva da anni. La percezione del quadro politico più “liquido” che attraente ha fatto a pezzi pure l’afa. Può accadere di tutto e il suo contrario e a tutti i livelli, immaginiamoci poi in casa Pd, notoriamente perimetro instabile di suo. 《A Roma c’è chi si corica zingarettiano e si sveglia renziano oppure viceversa, dipende se si rischia il voto imminente》 ammette un deputato conterraneo come minimo sballottato. Nelle Aule impera il senatore di Firenze ma fuori da quei Palazzi il partito è di Zingaretti. E allora? Dove si indirizza la bussola? Come si debbono muovere i marpioni di casa nostra? E soprattutto, amici e nemici di Oliverio come si organizzano? E lui stesso? 《Ma no per le Regionali il quadro è invece rimasto fermo, immutato paradossalmente – prosegue il parlamentare di cui sopra -. Chi non vuole Oliverio lavora solo ad alimentare la via giudiziaria contro di lui, a prescindere dalle correnti e dagli scenari romani. Non ve ne sono trame politiche, è un “partito” a parte. I “nemici” del governatore (che non sono pochi) puntano solo all’abbattimento giudiziario》. Che poi, a pensarci bene, altro non è (scenario con inciampo giudiziario per Oliverio) che la stessa “pietanza” che Loiero ha servito in tavola nella tarda primavera a casa sua quando il trojan che Palamara si portava appresso ha immortalato tutti a cena. Quando la serata è “planata” sulla Calabria non pallonara (a quella ci ha pensato Claudio Ranieri) per il capitolo Oliverio ci si è affidati alle inchieste di Gratteri. E che la via mediatico-giudiziaria sia rimasta sostanzialmente core business per i “nemici” di Oliverio, al netto delle frivolezze delle correnti interne, lo si comprende facilmente dalle note al veleno di due “scudieri” di Oliverio. L’ex deputato Franco Bruno e il sindaco di San Giovanni in Fiore Belcastro. Nel “torrente” dei sindaci che in queste ore, con note diverse ma simili, stanno chiedendo le primarie loro due (Bruno e Belcastro) dicono una cosa sostanzialmente diversa. Ma come può Zingaretti agitare inconvenienti giudiziari per Oliverio se egli stesso, da segretario nazionale, ne vive uno insidioso e per niente archiviato?