《È Minniti il regista della strategia contro Oliverio… 》

Confessioni, più o meno inconfessabili, a margine dell'ultimo consiglio regionale, quello sulla questione morale

《C’è Marco Minniti dietro la “strategia della tensione” attorno a Mario Oliverio. È lui il regista…》. È inconfessabile la fonte, tanto più se presa per significato e non per significante, un nome tra tanti. Mentre invece è confessabilissimo l’atrio entro il quale il “notizione” è maturato, il margine dell’ultimo consiglio regionale. Quello del dibattito surreale attorno alla questione morale in aula dopo l’inchiesta di Reggio che ha travolto Nicolò e coinvolto Romeo. Tra una stanza e l’altra, tra un corridoio e un altro. Più o meno è andata così. Sebi Romeo come ultimo pretesto, ieri tizio e domani caio. In mezzo ogni scusa è buona per caricare in direzione di Roma il candidato alla presidenza per il Pd da cercare ovunque ma non a San Giovanni in Fiore. Con la scusa del partito altrimenti disunito o peggio squalificato. Ma quale è la ragione delle ragioni che sta alla base di questa “stategia della tensione”? Qui sarebbe intervenuto il conciliabolo di Palazzo con Marco Minniti 《che in sostanza deve fare pagare a Mario il fatto che non è stato sostenuto alla segreteria nazionale》. E chi non ricorda del resto 《quando proprio Mario ha annunciato il sostegno a Zingaretti nel giorno stesso della presentazione del libro di Minniti, il suo manifesto politico elettorale》. Già, chi non ricorda. Certamente non dimentica Minniti, evidentemente. 《Inutile cercare altre ragioni più forti, è Marco che lavora contro di lui. E non sono quelli molti in giro nel partito disposti a mettersi di traverso quando l’ex ministro “chiama”…》.