Durante, nel nome del Signore e di Agazio…

Loiero in campo (ma lo è sempre stato). A tirare la volata di "famiglia" al magistrato del Tar, con la benedizione della Curia del capoluogo...


In campo lo è sempre stato, Agazio Loiero. Da dietro le quinte e da dietro la sacrestia della Curia più potente che c’è, quella del capoluogo guidata da Bertolone che per la verità non ha mai fatto mistero di osservare con molta attenzione il regno pagano della politica, compreso quello più terreno che c’è. Due poi le coincidenze che lo hanno costretto a uscire allo scoperto, al piccolo e malacupato di Santa Severina. La resistenza inattesa della candidatura di Oliverio ma soprattutto la pubblicazione delle registrate del trojan a casa sua con Palamara e un altro importante magistrato a parlare di calcio e di procure. Sarà stato in quel momento che Loiero ha deciso di rivelare sul media di riferimento le sue intenzioni, o perlomeno una parte. Una lista di “disturbo”, una boa, quella che lui chiama una ancora nel centrosinistra che lui vede smarrito con tanto di cuore a pezzi. Quasi con spirito umanitario, l’intento fintamente mediatico. In realtà Agazio lo aveva programmato più in là il blitz o in subordine niente del tutto se qualcuno avesse abboccato alla nomination di Viscomi che non è decollata neanche se spinta a mano da tutto l’equipaggio. A quel punto, e con il trojan in casa, Loiero s’è sentito in qualche modo costretto ad occupare una corsia, tutta catanzarese e con il rosario in mano. A metà tra ultima spiaggia e ultima mina tra le gambe di Oliverio. Lista di disturbo e, naturalmente, un nome già da spendere per suggestionare la corsa alla presidenza. Quello di Nicola Durante, magistrato del Tar e suo grande amico. Nel nome del Signore, evidentemente. E nel nome di una metafora evangelica che vuole concludere con una figura prestigiosa del Tar una parabola di potere senza colori e senza soluzioni di continuità. E che non vuole conoscere confini, soprattutto. Che la palla torni a Catanzaro, questo l’imperativo categorico. Nel nome del Signore e di Agazio e perchè no, anche del Tar. Che guarda caso sta cercando pure una nuova sede…