“Colpo di mano” nella sanità, i sindacati: revocare la nomina a capo di Ota di chi non è dirigente

In una durissima nota le funzioni pubbliche di Cgil, Cisl e Uil (dopo quanto sollevato da "il Fatto di Calabria") chiedono al dipartimento e al commissario di individuare una figura di alto profilo per la guida dell'organismo accreditante


“In riferimento alla polemica scoppiata concernente la composizione ed il regolamento dell’Organismo
Tecnicamente Accreditante (OTA), ed in particolare agli atti amministrativi prodotti , sia dalla Regione
Calabria – Dipartimento Tutela della Salute, che dallo stesso Commissario, la scrivente organizzazione
sindacale, senza voler entrare in sterili polemiche circa il presunto conflitto di interessi della persona
designata quale coordinatore, ritiene di dover intervenire nel merito della vicenda sotto il profilo
meramente tecnico”.

Così la funzione pubblica di Cgil, Cisl e Uil a proposito della vicenda Ota sollevata da “il Fatto di Calabria”, la nomina a capo dell’organismo accreditante di un non dirigente di settore dopo (se non prima) la modifica sui requisiti approntata dal dca del 25 giugno, firmato dalla struttura commissariale e dal dipartimento Salute.

“L’Accreditamento Istituzionale e il processo con il quale la Regione riconosce ai presidi sanitari e socio-
sanitari, pubblici e privati, la possibilita di erogare prestazioni per conto del Servizio Sanitario Regionale
nell’ambito della programmazione regionale. Questo riconoscimento -prosegue la nota – garantisce ai cittadini che le
strutture accreditate siano in possesso degli specifici requisiti di qualita stabiliti dalla Regione”.
“La Mission dell’OTA dovrebbe essere quella di -spieagano i sindacati -: promuovere l’adozione di politiche di miglioramento della qualità e di riduzione dei rischi
correlati all’assistenza nelle strutture sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private; monitorare l’adeguatezza delle attività erogate, delle risorse e dell’organizzazione delle strutture
sanitarie e sociosanitarie, pubbliche e private, secondo quanto previsto dagli standard regionali e nazionali; promuovere un processo di miglioramento continuo delle prestazioni sanitarie e sociosanitarie
attraverso l’analisi dei risultati sopra menzionati e attraverso la valutazione dell’efficienza delle
organizzazioni, dell’uso delle risorse e della formazione degli operatori; verificare che le attività svolte producano risultati congruenti con le finalità dell’organizzazione
sanitaria e compatibili con gli indirizzi di programmazione regionale;
garantire il funzionamento del sistema di accreditamento istituzionale regionale”.
“L’Iter di accreditamento istituzionale dovrebbe essere – sottolineano Cgil, Cisl e Uil, strumento di lavoro per le aziende pubbliche
e private al fine di contribuire a rispondere in modo efficiente ed efficace alle differenti necessita dei
cittadini, migliorando la qualita e la sicurezza delle cure e dei servizi, promuovendo tutte le azioni per un
miglioramento della fiducia dei cittadini verso le strutture sanitarie e socio sanitarie accreditate nella
Regione”.
“Trattasi pertanto – proseguono- di un organismo che svolge un compito di prioritario interesse pubblico ancora piu
strategico, specie in presenza, come nel caso della Regione Calabria di un Commissario alla Sanita”.
“Compito fondamentale dovrebbe essere -proseguono ancora- quello del miglioramento dell’utilizzo delle risorse a
disposizione, contribuendo a rispondere in modo efficiente ed efficace al Migliorare la qualita e la
sicurezza delle cure e dei servizi”. “Ebbene in tale contesto, – sottolineano i confederati – certo non ci saremmo aspettati che venisse modificato il regolamento generale
dell’O.T.A. consentendo a chi non e dirigente, addirittura di presiederlo. Fatto grave, proprio in
considerazione del ruolo strategico che deve assolvere l’Organismo”.
“Rivolgendoci anche e soprattutto al Dirigente Generale del Dipartimento Tutela della Salute, ci chiediamo
“che fine ha fatto il settore accreditamento presente sino a poco tempo fa nell’organizzazione dell’ente con
tanto di manifestazioni di interesse avviate e poi sospese”.
“Riteniamo dover segnalare – incalzano – inoltre al Commissario alla Sanita Gen. Cotticelli, con il quale ci siamo
confrontati in altre occasioni, in maniera sempre aperta e costruttiva, nel rispetto dei ruoli, che una regola
basilare delle corrette relazioni sindacali e proprio un confronto preventivo sulle problematiche
importanti finalizzato al miglioramento della qualita degli atti”.
“Ebbene in tale circostanza, sentire preventivamente le OO.SS. sull’argomento OTA avrebbe probabilmente
evitato una polemica che sta assumendo una portata certamente negativa per la sanita Calabrese.
Dunque, auspichiamo che – concludono Cgil, Cisl e Uil – il Commissario alla Sanita , ritorni sui suoi passi e punti le sue attenzioni su un
dirigente di alto profilo, anche proveniente dal mondo delle professioni, oppure su figure istituzionali che
certamente non mancano nel mondo della Pubblica Amministrazione calabrese.
Coerentemente con gli effetti scaturiti dalla revoca del DCA che regolamentava il coordinamento dell’OTA,
adesso non si puo nominare una figura che provenga dallo stesso Dipartimento della Salute, e pertanto
non confacente con il principio di terzieta delle funzioni da svolgere da lei enunciato”.