Verso il voto ai 18enni al Senato, Bruno Bossio prima firmataria

《Ma maggioranza boccia mio emendamento su eletti da 40 a 25 anni》

《La Commissione Affari Costituzionali della Camera dei deputati, ha approvato oggi la norma che riconosce anche ai giovani diciottenni il diritto di voto per la elezione del Senato della Repubblica. Esprimo profonda soddisfazione perché con la votazione odierna è stata recepita la proposta contenuta nel disegno di legge di riforma costituzionale, di cui sono prima firmataria e che ho presentato il 17 gennaio scorso》. Così, in una nota, la parlamentare del Pd Enza Bruno Bossio. 《Una scelta storica – continua -. È il riconoscimento di un sacrosanto diritto al raggiungimento della maggiore età.
La maggioranza Lega e 5 stelle oggi, però, ha sprecato l’ennesima occasione di fare per davvero quello che ha millantato in campagna elettorale: quella di dare voce ai giovani. Infatti, le forze di governo hanno votato in maniera strabica: nel mentre si omologa la platea dell’elettorato attivo per il rinnovo della Camera e del Senato, si mantiene una platea differenziata per quanto riguarda l’esercizio del diritto di elettorato passivo. Il giovane diciottenne può votare ma non può essere eletto Senatore della Repubblica, perché permane l’obbligo del quarantesimo anno di età.
Per questo orientamento tanto assurdo quanto incoerente, è stato, dunque, bocciato il mio emendamento al testo base di riforma dell’art. 58, che proponeva l’equiparazione di elettorato attivo e passivo per il Senato》. 《L’emendamento seguiva la mia proposta di legge presentata a gennaio 2019-spiega la deputata- che nasceva da una considerazione politica post referendum costituzionale del 4 dicembre 2016: se la volontà espressa dagli elettori italiani è quella di mantenere il sistema bicamerale paritario, allora bisogna far rispettare appieno l’art. 48 della Costituzione, attualmente in contrasto con l’incomprensibile differenze nell’elezione dei due rami del parlamento》.