Scandalo Csm, Zingaretti mette alla porta Lotti

Il gelo del segretario costringe all'autosospensione dell'ex ministro dal Pd. Il ruolo centrale negli intrighi del pm della procura di Paola, Antonio Lepre

《Lepre deve esserci stasera, fai di tutto perchè lui è su ogni cosa》. Palamara al telefono con Cosimo Ferri non gli raccomanda altro. Il pm della procura di Paola non può mancare alla cena “carbonara” e al dopo cena notturno con Lotti e gli altri, 5 magistrati in tutto. Perché quella intercettata l’8 maggio dai finanzieri su delega della procura di Paola è una notte importante. Decisiva. Perchè Creazzo deve essere bloccato a tutti i costi, ripete Lotti. E al vertice della procura di Roma deve arrivare Viola, procuratore generale di Firenze. Lepre quindi centrale nelle trame, secondo gli inquirenti. Per non dire di Lotti, figura propulsiva e determinante di tutta la vicenda. Lotti che proprio oggi si è autosospeso dal Pd anche se è più corretto forse stabilire che è stato Zingaretti, sostanzialmente, a metterlo alla porta. Con il suo gelo e le sue distanze. E con una frase, pronunciata ieri, che è risultata micidiale. 《Questo, quello che si intromette negli affari della giustizia, non è il mio partito. Non è il Pd che immagino. Non c’è spazio nel Pd che desidero per un partito che si interessa alle nomine dei magistrati》. Come dire, io lascio la porta aperta per non far rumore e tu, Luca, il prima possibile esci…