Se il Pd ora è un «voto sprecato». «Il mio non lo avrà alle Europee»

La corsa al giustizialismo per tenere testa a Di Maio. Uno storico esponente come Franco Bruno non ci sta e in un post su facebook getta la spugna, «nessun partito può reggersi se tutti si pugnalano alle spalle»


Il caso Umbria, il caso Calabria appena in fasce e appena accennato da Zingaretti che palleggia a centrocampo con il rimpallo di competenze con il commissario Graziano. Il principale partito di sinistra che si sveste di colto garantismo e si mette a inseguire in curva il giustizialismo di Di Maio, magari per “coprire” altri versanti scoperti. È forte il sospetto, in molti profili storici del Pd calabrese, che quella che si di disvela nella contemporaneità altro non è che una stagione “a perdere” per il partito, sia esso inteso su scala nazionale che regionale. E qualcuno non ci sta di brutto e da subito, già in prossimità del voto per le Europee. È il caso di Franco Bruno, ex deputato e tra i primi interpreti in Calabria del partito “battezzato” da Veltroni nel 2007. In un non semplice post su facebook ammette che questo non è più, per come si muove, il suo partito e che non sprecherà il suo voto alle elezioni europee di fine mese. «Mi dispiace per qualche amico – scrive Franco Bruno – per Franco Iacucci in particolare, ma non credo proprio che si possa votare per il Pd alle prossime elezioni europee. Il maggior partito del centrosinistra è ripiegato su se stesso ed è diventato una brutta copia dei movimenti populisti e giustizialisti. Le vicende calabresi sono emblematiche – continua Franco Bruno -. L’autonomia della magistratura va tutelata. Il diritto/dovere di indagare tutti e chiunque per ogni ipotesi di reato possibile va difeso. Ma senza venire mai meno ai principi costituzionali e democratici che stanno alla base del nostro ordinamento. Se per un avviso di garanzia un sindaco, un presidente di Regione, un qualsiasi rappresentante istituzionale, spesso eletto con il voto democratico dei cittadini, dovesse dimettersi, faremmo un salto indietro nei periodi più bui della nostra convivenza civile. Il fatto poi che sulle vicende calabresi, dopo quanto accaduto in Umbria, esponenti di rilievo del Pd nazionale adottino la stessa linea dei loro più feroci oppositori, nella malcelata speranza di apparire “più presentabili” in altri territori del Paese, dimostra come questo partito rischia di finire su posizioni di assoluta retroguardia e insignificanza politica. Nessun partito può reggersi se tutti si pugnalano alle spalle. Oggi questo non è il Pd – conclude Franco Bruno -. Non mi va proprio di sprecare il mio unico e preziosissimo voto».

I.T.