Sanità, Oliverio: “Governo mortifica professionalità calabresi”

“Non è un caso che il Consiglio regionale abbia approvato all’unanimità un documento per esprimere la vibrata protesta nei confronti di un decreto che non affronta i veri problemi della sanità calabrese”. Lo ha affermato il presidente della Regione, Mario Oliverio, parlando con i giornalisti a margine di un’iniziativa nella sede della Giunta, a Catanzaro.   “C’è una situazione intollerabile. Da dieci anni ­- ha sostenuto Oliverio – il governo gestisce direttamente la sanità calabrese e quest’ultimo governo ha dato adesso un ulteriore colpo. Dal Consiglio dei ministri che in via straordinaria, con un annuncio in pompa magna, si è tenuto in Calabria, ci aspettavamo risposte concrete sul piano economico e sociale e sul versante della sanità, e invece è stato adottato un decreto che non prevede nulla che riguardi i servizi sanitari, che non affronta il problema dello sblocco delle assunzioni, sempre più necessario per garantire i Lea, ma c’è solo un’operazione di estensione dell’occupazione del potere. Si prevedono solo – ha aggiunto il presidente della Regione – aumenti delle indennità dei nuovi manager, la cui scelta il governo ha avocato a sé, aumenti per complessivi 200mila euro a fine anno e indennizzi anche per missioni e spese varie per ulteriori 20mila euro, e questo si fa con una giustificazione assurda: infatti – fa osservare Oliverio – nella relazione che accompagna il decreto si dice espressamente e sfacciatamente, che non essendoci le condizioni professionali e ambientali idonee in Calabria bisogna ricorrere all’esterno della Calabria, bisogna scegliere i manager fuori dalla Calabria. E’ un fatto assolutamente grave, inaccettabile, ed è anche un colpo alle tante professionalità della Calabria. Ci aspettavano – ha concluso Oliverio – provvedimenti per potenziare i servizi sanitari, non già operazioni di questa natura, di mera occupazione del potere”.