Rende, ultimo chilometro (prima del ballottaggio)

La città si tuffa nelle tre settimane che precedono il voto ma lo spareggio tra Manna e Talarico viene dato per certo


Come presa a pugni dal clima soporifero delle feste comandate a ripetizione. Esageratamente a ripetizione. Così si “sveglia” Rende che esce dal lungo ponte pasquale con l’ufficialità delle liste (e le inevitabili polemiche al seguito) e un dato certo in tasca, sarà impossibile sfuggire al ballottaggio. Il turno di spareggio ci sarà, la matematica non è una opinione neanche oltre il Campagnano. La corsa in coda dei Cinquestelle, sia pure da molti considerata di bandiera, l’orgogliosa ostinazione anche culturale di Massimiliano De Rose (gara per la diversità la sua, al netto di una inevitabile solitudine) e per finire il colpo teatrale di Sandro Principe con il remake degli anni che furono (e che quasi mai tornano) partoriscono un fiume di liste e una somma che fa il totale, e cioè proprio il ballottaggio. Inevitabile ballottaggio perchè poi ci sono le due “contraerei” con cui fare i conti e cioè quella dell’amministrazione uscente e quella dello sfidante principale a questo punto, e cioè la corazzata di Mimmo Talarico. Tiri la riga e arrivi a 26 liste, un fiume di candidati (anche se molti per colorare di grigio i fogli bianchi) e un mare di aspettative e trame in campo. Ma anche qui, forse soprattutto qui, c’è da arrendersi con ogni probabilità alla matematica che non tradisce mai. E se avere ragioneria e tesoreria ancora in mano consente a Manna di far parte della prima fila più o meno di diritto, non fosse altro che per gli interessi in campo, il resto della pole position è tutta proprio di Talarico, la vera sfida a Manna senza replicare il modello che ha portato Rende ad avere proprio Manna. Almeno questo pare il progetto dell’ex consigliere regionale che mette insieme e senza bandiere di partito una formula difficilmente replicabile altrove dal momento che si va da Filorosso ai moderati di centro con tutto il civismo possibile al seguito. In mezzo c’è proprio e soprattutto lui, Talarico. Che mostra di sapere cose di Rende e per Rende senza affidarsi alla nostalgia del passato. A trainare la sua corsa a sindaco la lista “Attiva Rende”, sulla carta la più forte di tutte le 26 in campo. Dentro ci sono “carichi da 11” del consenso come Andrea Cuzzocrea e Raffaele De Rango. Sì, proprio lui, l’ormai ex braccio destro del potere rendese che una volta si ispirava a Sandro Principe. L’ultimo chilometro di Rende si scorge proprio visto da qui, dall’analisi delle liste e delle reali forze in campo. E si scopre che il 26 sarà solo il primo turno, le “qualifiche”. Poi a giugno ci sarà solo da scegliere (con ogni probabilità) tra la continuità che offre Manna e il cambiamento che disegna Talarico. Altre vie e altre sfide non se ne intravedono.