Magorno scarica Oliverio

Nel giorno della sua netta sconfitta congressuale (ha sostenuto convintamente Martina) l'ex segretario si allontana dal governatore

《Oliverio rappresenta una esperienza superata》. Ernesto Magorno attende l’ufficialità del congresso (e anche della sua sconfitta) per prendere formalmente le distanze da Mario Oliverio. Non che corresse grande amore, tra i due, ma ora le strade che si dividono sono tracciate dal cemento. Usa Gazzetta del Sud, Magorno, per dire addio alle traiettorie politiche di Oliverio. Leggiamo i passaggi più significativi.

L’ex segretario del Pd calabrese ribadisce la sua amicizia con Renzi e il suo cerchio magico, Lotti in particolare.

Si dice non spaventato dell’arrivo del nuovo segretario che anzi, avrà il compito di capire “la profonda crisi in cui siamo sprofondati”.  Con uno sguardo alle regionali d’autunno dove per Magorno è necessario“replicare l’esperienza di Abruzzo, Sardegna e Basilicata con un nuovo leader forte e credibile che vada oltre il Pd”. 

Prende la via dell’autocritica per mollare Oliverio. “Il governatore dovrebbe fare mea culpa – dice Magorno- Così, come io non sono stato un buon segretario del Pd, visto che non sono riuscito a coinvolgere tutti nella gestione del partito , anche lui dovrebbe ammettere di non aver saputo coinvolgere i dem e l’intero centrosinistra nel governo della Regione”.

E così Magorno, post sconfitta congressuale, inaugura la singolare stagione del muoversi prima di essere “mosso”. O, più probabilmente, “rimosso”…