L’Orlandino furioso (e incazzato nero)

Il consigliere regionale, capogruppo della lista Oliverio presidente, che ormai s'è messo di traverso rispetto alla sua (ex) maggioranza. Sullo sfondo la costituzione di parte civile della Regione davanti al gup nell'inchiesta che lo riguarda

Io non scappo, non fuggo, scuse non ne cerco né mi trincero dietro false valutazioni politiche. E sono contrario alla proposta di legge sulla doppia preferenza di genere che la maggioranza (?) vuole forzatamente portare all’incasso. Parole, e firma, di Orlandino Greco ieri in consiglio regionale. Proprio lui che, di fatto, dovrebbe fare di mestiere il capogruppo della lista “Oliverio presidente” e farlo soprattutto quando proprio il “capo”, il governatore (per l’occasione autorizzato dal gip a presenziare all’evento) ne chiede conto attraverso l’approvazione di una legge che il centrosinistra a fasi alterne ha sempre mostrato di voler “spingere”, senza averne però i numeri. Ma nonostante l’appello di Oliverio e al netto di altri consiglieri che si sono via via chiamati fuori, tutti della ormai ex maggioranza si può dire, e al netto di siparietti paradossali e tragicomici e della strigliata anche politica di Guccione va detto che è proprio quella di Orlandino Greco la posizione a “evidenza pubblica” che più colpisce. Perché fin qui inedita, almeno in forma così evidente. Non un dissenso, non una contrarietà da limare o aggiustare sullo sfondo. Ma una chiusura vera e propria rispetto alla legge che Oliverio e i suoi volevano approvare ieri. Ed è a questo punto che la mente corre alle ultime movenze reciproche che hanno disegnato sempre più distanze tra la primogenitura di Orlandino Greco in consiglio regionale, con annessa guida del gruppo che porta il nome di Oliverio, e l’attualità più stringente. Che prospetta invece altri scenari e altri nervi e che passa soprattutto da un incrocio sfuggito ai più e che al contrario potrebbe essere non sfuggito affatto proprio a Orlandino Greco. Che qualche settimana fa s’è trovato davanti al gup (rinviato a maggio e che lo vede coinvolto in una inchiesta insidiosa) niente di meno che la Regione Calabria costituitasi parte civile. Contro di lui, naturalmente. Un atto dovuto, si dirà e s’è detto. Un po’ meno dovuto però per Sandro Principe che più o meno per le stesse ragioni di Orlandino Greco è stato trascinato in “schizzi” giudiziari senza però trovarsi davanti pure la Regione come nemica aggiuntiva. Con l’incubo o la prospettiva, per Orlandino, di trovarsi (se rinviato a giudizio) niente di meno che la Regione Calabria da avversario in piena campagna elettorale per le prossime regionali (come parte civile). Scenario persino insormontabile a dar retta ad alcuni secchini della materia…

 

                                                                                                    I.T.