“Quando la burocrazia conta più del consiglio regionale”

Secondo la rivista statunitense News and World Report, la Dieta Mediterranea del nostro Paese è la più salutare al mondo. Dopo un’analisi su 41 tipi di diete in tutto il mondo, il regime alimentare della dieta mediterranea risulta il migliore per la sua salubrità e per gli effetti contro le malattie cardiovascolari. Un vero e proprio patrimonio che unisce salute e alimentazione per uno stile di vita orientato al benessere. Un riconoscimento che avvalora ulteriormente il Seven Countries Study dello scienziato Encel Keys che nel 1957, dopo dieci anni di studi, individuò la città di Nicotera quale modello di riferimento per la dieta mediterranea. Una vera fortuna per la nostra regione che nel 2017, proprio in virtù di quegli studi, approvò all’unanimità in consiglio regionale una proposta di legge di cui ero primo firmatario orientata alla concreta promozione e valorizzazione di un patrimonio tutto calabrese.

Basterebbe questo allora per gioire del nuovo riconoscimento internazionale ricevuto; peccato che, a dire il vero, quella legge sia rimasta fino ad oggi carta morta. Non c’è traccia infatti delle azioni previste dalla legge tese a: costituire l’Odimir; riconoscere e adottare i criteri di adeguatezza mediterranei per una dieta salutare; attivare un partenariato con i sette Paesi del Seven Country Studies per il riconoscimento di Nicotera quale sito patrimonio dell’umanità; promuovere interventi diretti a sostenere la diffusione del modello nutrizionale e le attività economiche, ambientali, sociali e culturali legate a tale stile alimentare; promuovere lo sviluppo di progetti ed iniziative di studio e di ricerca, culturali ed enogastronomiche, a livello regionale, interregionale ed internazionale; predisporre annualmente bandi diretti a sostenere lo sviluppo di filiere enogastronomiche dedicate alla commercializzazione dei prodotti tipici caratterizzanti la dieta mediterranea di Nicotera. Spiace oltretutto constatare come, nonostante le ingenti risorse stanziate dal 2017, ancora oggi manchino i decreti attuativi e nulla sia stato fatto dal dipartimento Salute per la fase esecutiva della legge.

Una impasse ingiustificabile che materializza i dubbi di tanti sull’effettivo valore del ruolo legislativo esercitato dal consiglio regionale della Calabria. E’ mortificante vedere tante leggi e mozioni approvate, spesso all’unanimità, senza che a questo seguano atti concreti per l’attuazione delle stesse. A volte si ha come la sensazione di scrivere atti notarili con l’inchiostro simpatico. Legiferare in Calabria significa impegnarsi in meri esercizi di stile lasciati in mano ad una burocrazia che tra cavilli e ritardi lascia tutto immobile senza alcuna possibilità di fare passi in avanti. A nulla servono le continue sollecitazioni ai dipartimenti, le richieste di chiarimenti, le interrogazioni. Tutto resta fermo in attesa che qualche funzionario abbia il tempo e il buon senso di leggere qualche documento, di firmare qualche atto, di impegnare risorse stanziate. Così, mentre il mondo corre, la Calabria sta ferma a guardare. E tutto va bene.

Orlandino Greco (Op)