Un mercoledì “romano” tra Oliverio e il Pd

Il governatore nella capitale (autorizzato dal gip) per la conferenza Stato-Regioni ma non convocato da Orfini per il summit sul destino del partito calabrese. 《Apprendo dalla stampa della riunione di partito. Se vi avrei preso parte? Non so...》

Un “mercoledì la leoni” recitava uno slogan televisivo ai tempi in cui le partite di coppa si disputavano tutte nello stesso giorno e con poche o nulle possibilità di vederle in tv. Spesso si “annusavano” e basta. Altri tempi, inutile rifare il percorso, ma la metafora del “mercoledì da leoni” non è scomparsa dell’immaginario collettivo e popolare. E guarda caso domani, a proposito di giornata clou rivestita di grandi significati calabresi, sarà proprio un “mercoledì da leoni”. A Roma, naturalmente. E sennò dove. La paradossale vicenda che vive il governatore Mario Oliverio conoscerà un primo punto di rottura per niente banale. Regolarmente autorizzato dal gip Oliverio sarà presente, a Roma, alla conferenza Stato-Regioni. Per la verità è stato autorizzato già da qualche giorno ma il primo degli appuntamenti lo ha saltato, può darsi si trattenga anche per giovedì, ultima tappa della conferenza. Il via libera tecnicamente ineccepibile arrivato dal gip, ovviamente, lascia ampi margini di interpretazione che in materia di giustizia non sono mai consigliabili, tanto è netta la materia. Che la pericolosità “sociale” e “rappresentativa” di Oliverio fosse da archiviare già dall’inizio il gip stesso, del resto, lo aveva sentenziato respingendo altre richieste di misure e applicando “solo” l’obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore. Se poi Oliverio di volta in volta potrà partecipare, richiedendolo sempre al gip, ad altre manifestazioni rappresentative assembleari è presto per dirlo. L’inchiesta è complessa e si procede per gradi, con cautela, sia da parte della procura che da parte della difesa legale di Oliverio. Nell’ultimo passaggio di una nota diffusa oggi proprio dall’avvocato Belvedere traspare un certo ottimismo per i passaggi futuri ma tant’è. Si vedrà. La cronaca per ora si ferma alla narrazione di un governatore regolarmente presente e a fianco di tutti gli altri alla conferenza Stato-Regioni. Forse non è poco, ma è solo un primo dato di cronaca più politica a questo punto che giudiziaria. Anche perchè il “mercoledì da leoni”, per l’appunto, non sarebbe mica tale domani se non scendesse in campo proprio la politica con le sue liturgie e i suoi paradigmi. E il Pd, in materia, è imbattibile. Matteo Orfini ha convocato proprio per domani una “reunion” alla calabrese per decidere il da farsi a proposito del partito calabrese. Che in agenda avrebbe il congresso regionale da tenersi a marzo ma marzo è praticamente domani e carte bollate per portare avanti la pratica non se ne intravedono. Qualcuno che magari prima lo voleva il congresso ci ha ripensato, chissà. Forse per opportunismo dell’ultim’ora. Fatto sta che il congresso non si avvia nella sua parte burocratica e c’è chi è convinto che Orfini stia in realtà procedendo in senso contrario e cioè in direzione dell’ennesimo commissariamento. Del resto non sarebbe la prima volta in Calabria, le altre esperienze fanno pure fatica ad essere raccontate. E circola una battutaccia da queste parti e cioè che proprio Orfini, per incardinare pratiche liquidatorie in Calabria e con prospettive di sparizione totale del partito, si sia messo a lavorare all’ipotesi commissariamento. Non proprio una iniezione di energia per un partito che alle europee, da queste parti, rischia la “dolce notte” dell’unica cifra prima dello zero. Non a caso, nelle ultime ore, sono state raccolte e inviate a Roma quasi 150 firme di segretari di circolo che chiedono proprio questo, celebrare il congresso regionale a marzo, così come stabilito precedentemente. Si vedrà, domani non è un giorno banale. Orfini ha invitato i deputati calabresi, i consiglieri regionali del Pd, i segretari provinciali. Il clima si percepisce “teso” e poi è pur sempre un “mercoledì da leoni”. E già perchè nelle stesse ore è a Roma anche Mario Oliverio, sia pure in veste istituzionale. Ma pur sempre un presidente di Regione con i colori del Pd distinguibili. E persino consigliere regionale a tutti gli effetti. Immaginiamo allora di cogliere la doppia notizia, o quella ancora non nota, e lo raggiungiamo telefonicamente. 《Presidente lei ci andrà alla riunione del Pd calabrese convocata da Orfini, visto che è a Roma? È stato invitato?》. 《Ho appreso solo dalla stampa di questa riunione – risponde Oliverio – non ho avuto contatti nè tantomeno ricevuto alcun invito》. 《Ma vi avrebbe preso parte?》incalziamo. 《Non so, non credo. Sarò a Roma per altro, una presenza istituzionale. Non so. Ma penso proprio che non vi avrei preso parte…》. I.T.