Polizia, Gabrielli: Calabria territorio difficile ma noi ci siamo

Così il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a Catanzaro per inaugurare la sezione giovanile delle Fiamme Oro

“Questo e’ un territorio difficile, complicato, forse per lungo tempo non adeguatamente affrontato sotto il profilo delle criticita’ che presenta”.

Lo ha affermato il capo della Polizia, Franco Gabrielli, a Catanzaro per inaugurare la sezione giovanile delle Fiamme Oro.

   “Noi ci siamo, ci saremo sempre di piu’, ci saremo – ha proseguito Gabrielli – anche cercando di eliminare al nostro stesso interno quelle sacche di quieto vivere che la complessita’ dei problemi ormai impone di eliminare. E ci siamo anche attraverso lo strumento dello sport, dell’educazione alla legalita’ facendo riscoprire che la Polizia di Stato e le istituzioni non sono solo il luogo a cui si richiede l’applicazione della legge in modo distante alla complessita’ della realta’, ma il luogo nel quale la legalita’ e la riaffermazione dei valori in cui crediamo si traducono attraverso i nostri comportamenti, la nostra capacita’ di stare vicini alla gente, di interpretarne le esigenze, di far comprendere – ha concluso il capo della Polizia – che c’e’ un futuro che prescinde spesso dalle condizioni da cui si parte”.

L’organico della questura di Catanzaro avra’ un incremento di 100 uomini. Lo ha detto il capo della Polizia, Franco Gabrielli, parlando con i giornalisti nel capoluogo calabrese, dove ha inaugurato la sezione giovanile delle Fiamme Oro.

   “Nella ridefinizione degli organici – ha spiegato – abbiamo fatto una scelta, che e’ anche una sfida e un impegno di una realta’ che forse nel tempo non ha colto fino in fondo la complessita’ e la pericolosita’ di determinati fenomeni. Sono particolarmente grato al procuratore Gratteri per la considerazione che – ha proseguito Gabrielli – ha rinnovato nei nostri confronti, fatta di attenzioni, di deleghe di indagini. Pero’ noi dobbiamo rispondere, perche’, come cerco di far capire ai miei colleghi, la credibilita’ non e’ un bene acquisito per sempre, ma e’ un qualcosa che si conquista ogni giorno, che si conquista con il lavoro, a volte anche con un operoso silenzio, non con gli strepiti, non con le banalizzazione di problemi. I problemi – ha rilevato il capo della Polizia – magari ci sono, ma a volte verifico che l’enunciare il problema non e’ la soluzione, non e’ la strada per risolverli, ma per nasconderne altri: allora questo mi preoccupa e su questo intervengo, non sempre con garbo e con accondiscendenza”.

   Gabrielli ha quindi aggiunto: “Abbiamo rideterminato gli organici sul territorio nazionale, per una mia scelta ho mantenuto la Questura di Catanzaro in prima fascia non per un atto di generosita’ ma per una sfida. In base ai dati a nostra disposizione, avremmo dovuto metterla in seconda fascia, ma questo – ha sostenuto il capo della Polizia – nel momento in cui si ritiene che la ‘ndrangheta sia l’organizzazione criminale piu’ pervasiva non in Italia ma nel mondo e va combattuta in modo efficace, sarebbe stato un messaggio poco percepibile. Per questo – ha concluso – manteniamo la fascia che necessita in questa realta’ di Catanzaro, che avra’ un incremento di un centinaio di uomini”.

IL TAGLIO DEL NASTRO SEZIONE GIOVANILE FIAMME ORO

Attraverso lo sport e l’educazione allo sport vogliamo trasmettere il messaggio che la riaffermazione della legalita’ passa certo dalla repressione, ma soprattutto dalla prevenzione”. Con queste parole il capo della Polizia, Franco Gabrielli, ha concluso la cerimonia di inaugurazione della sezione giovanile del gruppo sportivo Fiamme Oro, specialita’ judo, della Questura di Catanzaro.

   Gabrielli, assistito dal questore del capoluogo calabrese, Amalia di Ruocco, ha spiegato la finalita’ di questa giornata, che, ha detto, “conferma la nostra particolare attenzione a quei luoghi del nostro Paese che presentano le maggiori complessita’: aprire una sezione giovanile delle Fiamme Oro ai Parioli magari puo’ dare prestigio ma in questi territori e’ ancora piu’ importante aggregare i giovani, avvicinarli alle istituzioni, non soltanto dall’alto di una cattedra o pontificando, o dicendo le cose che devono essere fatte ma – ha aggiunto il capo della Polizia – dando l’esempio, utilizzando lo strumento dello sport che, se vissuto nei suoi principi e nei suoi valori originali, e’ uno straordinario strumento di riaffermazione della legalita’, del rispetto degli altri, delle regole”.

   Alla cerimonia ha partecipato anche il campione olimpico, medaglia d’oro a Sidney 2000, Pino Maddaloni, proveniente da Scampia, una partecipazione che, ha sostenuto Gabrielli, “serve a dimostrare che si puo’ partire da una periferia, e arrivare al podio piu’ alto di competizioni internazionali, serve come stimolo e per stabilire degli obiettivi: se ce l’hanno fatta altri prima di te, puoi farcela anche tu. E questo il messaggio del nostro collega Pino, che e’ partito dalle periferie meno nobili di una grande e straordinaria citta’ come Napoli ed e’ arrivato agli alti vertici dello sport nazionale: su questo tipo di messaggi – ha spiegato il capo della Polizia – noi stiamo fortemente investendo”.

A sua volta, il questore Di Ruocco, ha ricordato “i due anni di fatica per arrivare a questa giornata, ma adesso – ha sottolineato – siamo stati ripagati dei nostri sforzi”, osservando come “il nostro obiettivo e’ il passaggio “dal noi al voi” nella quotidianita’ per avere un mondo migliore: nel capoluogo e a Lamezia abbiamo quartieri difficili che non hanno nulla da invidiare a Scampia, e allora il nostro compito e’ partire da questi posti, anche attraverso lo sport e dall’attivita’ delle Fiamme Oro, per dare un futuro a questi ragazzi: come ha detto Papa Francesco, ognuno di noi come istituzioni deve fare qualcosa. L’augurio – ha sostenuto la Di Ruocco – e’ che da questo gruppo possano uscire tante medaglie d’oro ma soprattutto campioni della vita”.

   Per Maddaloni, infine, “i giovani sono il futuro, per questo noi ci alleniamo per vincere medaglie, ma il vero obiettivo e’ la formazione delle nuove generazioni e lo sport sotto questo aspetto e’ uno strumento unico”. Il judoka, insieme ad altri componenti delle Fiamme Oro e agli allievi della scuola di judo di Lamezia Terme del maestro Enzo Failla, presidente regionale Fijlkam (federazione italiana judo), ha quindi dato vita a una dimostrazione e una presentazione della disciplina prima della chiusura della cerimonia, alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle istituzioni e i vertici delle forze dell’ordine sul territorio provinciale.