Pd, la “prima” del commissario targato “Lotti-Magorno”

Stefano Graziano alle prese oggi con una serie di riunioni. Tra telefoni che squillano invano e gruppi whatsapp (quello dei consiglieri abbandonato subito da Oliverio e Romeo). Fuori campo le sorti della Regione «anche perché la legislatura non è a rischio, Pino Gentile ha confessato che non farà mai un favore del genere a Mario Occhiuto...»

E così persino contro il suo stesso promordiale volere arriva in qualche modo la “prima” del nuovo commissario del Pd calabrese Stefano Graziano. Il primo giorno di incontri ufficiali. L’esordio del “burocrate” campano indiscutibilmente targato (e voluto) dalla coppia Lotti-Magorno. È questo il timbro di fabbrica, il resto viene (se viene) a seguire. Ma il timbro di fabbrica è questo, c’è poco da fare. Per il commissario in programma oggi una serie di incontri al netto di uno stasera con i parlamentari che però rischia di saltare per impegni che si vanno alimentando a Roma di ora in ora. Ma la scaletta per Stefano Graziano è in ogni caso densa lo stesso, domani. «Ascolto e confronto sono, da sempre, elementi imprescindibili della mia azione politica e saranno centrali anche in questo viaggio nel Partito democratico della Calabria che inizierà nella giornata di domani» ha detto il commissario all’Agi. E buon viaggio sia, allora. Tra riunoni con i segretari provinciali, rappresentanti istituzionali, parlamentari (forse) fino ad approdare verso l’incrocio più atteso, quello con i consiglieri regionali. Che ieri si sono riuniti, persino per la seconda volta dall’inizio della legislatura (sussurra ironicamente qualcuno). E che hanno affrontato la questione politica della tenuta tanto del gruppo stesso quanto, soprattutto, della maggioranza e della legislatura Oliverio. Traendone la conclusione che conclusioni, per l’appunto, non ve ne sono. Né a manca, né a destra se è vero come è vero che nel giorno in cui la minoranza guidata da Mimmo Tallini doveva mostrare i muscoli in conferenza stampa ne è uscita con 5 consiglieri gentiliani a casa e uno che non s’è ben capito con chi sta e se ha marcato visita per questioni legate alla salute. Tradotto, centrodestra spaccato «e Pino Gentile che ha confessato che mica è scemo e si mette a fare un favore del genere a Mario Occhiuto» si lascia scappare un consigliere regionale. invece, per il gruppo regionale del Pd, giorno d’incrocio con il commissario targato “Lotti-Magorno”. Incontro atteso, ancorché strettamente legato alle dinamiche del partito. Non sono in agenda, né rientrerebbero nelle logiche stesse del commissariamento, approfondimenti a proposito della legislatura di Oliverio. Graziano del resto è qui per incardinare le pratiche del congresso regionale ed è alle prese, evidentemente, con il non invidiabile compito di conquistare le redini pratiche e formali del partito. Quindi solo Pd nell’incontro di oggi, che non è poco. Altro e oltre non è all’ordine del giorno. Anche perché, e questo non è facile che qualcuno troverà il coraggio di dirlo a Graziano pur pensandolo in modo stratificato, dopo il 3 marzo Zingaretti potrebbe suonare la campanella e questa del neo commissario potrebbe rivelarsi come la permanenza più breve della pur tormentata storia calabrese del Pd. Chissà, chi può dirlo. Certo è che l’inizio non è stato per niente facile per il nuovo commissario da queste parti, tra telefoni che pur squillando sono rimasti sempre muti. Ha mandato messaggi Graziano e ha creato pure gruppi whatsapp, diversificati. Ha generato, ovviamente, anche quello dei consiglieri regionali infilandoci dentro pure Mario Oliverio. Che appena ha appreso di farne parte, ha preferito abbandonare subito il campo. A ruota lo ha seguito Sebi Romeo…

I.T.