Mezzo centrodestra chiede di tornare al voto

Conferenza stampa in consiglio regionale sulla vicenda giudiziaria di Oliverio. 《Alle urne a maggio》. Ma non si vedono Gentile, Esposito e Arruzzolo

Mancavano solo loro, Pino Gentile, Giovanni Arruzzolo e Baldo Esposito ex Nuovo centrodestra alla conferenza stampa indetta dai gruppi consiliari di minoranza in Consiglio Regionale per chiedere un passo indietro al presidente della Giunta regionale Mario Oliverio, coinvolto nell’inchiesta “Lande desolate”.
«La Calabria non può permettersi un altro anno di agonia. Il presidente Oliverio faccia un gesto di responsabilità e consenta ai calabresi di scegliere un nuovo governo già il prossimo 26 maggio». Questa la richiesta perentoria di Gianluca Gallo , portavoce dei presenti Mimmo Tallini, Claudio Parente, Alessandro Nicolò, Fausto Orsomarso e Giuseppe Pedà.

Tutti i consiglieri presenti erano concordi sulla fallimento della stagione Oliverio a partire dalla sanità e finendo ai rifiuti.

Gallo, in particolare, ha osservato: “Ribadiamo la richiesta di dimissioni del presidente Oliverio non per la vicenda giudiziaria che l’ha riguardato, perche’ non vogliamo speculare ritenendo che i processi si fanno nelle sedi opportune, ma per i disastri politici di questi anni alla guida della Regione, caratterizzati – ha aggiunto il capogruppo della Cdl – dalla mancanza di un progetto di sviluppo della Calabria. Il presidente Oliverio faccia un atto di amore verso i calabresi. Bisogna tornare al voto gia’ a fine maggio e non prolungare l’agonia ancora per un anno, perche’ il 2019 si profila all’insegna dell’immobilismo alla Regione”. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Nicolo’, che ha parlato di “fallimento certificato” dell’azione della Giunta guidata dal governatore Oliverio, e Orsomarso, secondo il quale “la Calabria non puo’ permettersi di un uomo solo al comando che ha tenuto per se’ tante deleghe non riuscendo a gestirle, com’e’ evidente per le criticita’ che ci sono in settori strategici come agricoltura e turismo, laddove invece servirebbe un governo regionale forte anche per discutere del regionalismo differenziato, al quale e’ necessario opporsi fermamente”. Tallini ha stigmatizzato “l’assenza di democrazia in Consiglio con la minoranza esclusa da posti che da sempre sono stati assegnati all’opposizione”, osservando poi che “come centrodestra siamo gia’ al lavoro per la prospettiva di cambiare la guida della Regione”, mentre Peda’ ha rimarcato i ritardi della Regione nell’azione di rilancio del porto di Gioia Tauro e di avvio della Zona economica speciale. Tra le contestazioni mosse al governatore Mario Oliverio l’opposizione ha sottolineato soprattutto le vicende della sanita’: Parente ha evidenziato come “il debito sanitario e’ arrivato a oltre 250 milioni partendo dai 34 milioni che c’erano sotto la gestione del centrodestra, inoltre – ha spiegato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale – la sfida lanciata ai nuovi commissari rischia di danneggiare un settore gia’ stremato”. Tesi condivise da Gallo, per il quale “il debito sanitario e’ interamente ascrivibile alla gestione del commissario Scura nominato dal partito del governatore e da direttori generali senza titoli, oggi – ha concluso il capogruppo della Cdl – rinominati via telefono dal governatore in obbligo di dimora a San Giovanni in Fiore senza criterio e con qualche profilo di potenziale illegittimita’”. (