Sanità, Fragomeni: previsioni negative nel 2019

“In seguito allo sforamento dei conti sanitari per l’ammontate di circa 70 milioni, nel 2019 si prevedono le azioni sanzionatorie del blocco del turn over delle aziende sanitarie e ospedaliere e l’aumento al massimo dell’addizionale Irpef per i cittadini calabresi”.

Lo ha detto l’assessore regionale al Bilancio, Mariateresa Fragomeni, illustrando i contenuti del Bilancio di previsione 2019 della Regione nel corso dell’odierno dibattito in Consiglio regionale.

“Per quanto concerne le entrate della sanità – ha osservato Fragomeni – nel bilancio corrente e’ stata inserita la previsione, riferita al 2018 assestato, determinata in 3,5 miliardi, importo che include i 15 milioni destinati al fondo dotazione dell’Arpacal, e alla mobilita’ passiva, stimata in 354 milioni. Questo dato conferma come il sistema sanitario regionale continua a registrare criticita’ gravi”.

“Gli otto anni di commissariamento non solo non hanno invertito il trend negativo ma non hanno nemmeno ridotto il debito pregresso, aggravando ulteriormente i conti pubblici con un ulteriore deficit di oltre 70 milioni, a fronte tra l’altro – ha aggiunto l’assessore regionale – dello scadimento dei livelli essenziali di assistenza, e dell’indiscriminato taglio dei servizi territoriali e ospedalieri. Si è quindi davanti a un fallimento della gestione commissariale sancito dai verbali ministeriali e dalla parifica della Corte dei Conti”.

Secondo Fragomeni “l’obiettivo del risanamento finanziario della sanità non è stato raggiunto, anzi la situazione rilevata per il 2018 è destinata a peggiorare ulteriormente nel 2019, per come e’ emerso dall’ultimo Tavolo di verifica del 15 novembre scorso: in base a queste verifiche si prevedono, a seguito dello sforamento dei conti sanitari per un ammontate di circa 70 milioni, le azioni sanzionatorie del blocco del turn over delle aziende sanitarie e ospedaliere e l’aumento al massimo dell’addizionale Irpef per i cittadini calabresi.

“In questa direzione – ha ricordato l’assessore regionale al Bilancio – e’ apparso doveroso ricorrere alla Corte Costituzionale contro la decisione del governo nazionale di continuare sulla fallimentare e scellerata strada della gestione commissariale, mentre e’ necessaria avere una gestione diretta regionale”.