Oliverio: seguo poco per ora il congresso Pd, confido in una ricostruzione del partito

Il governatore a margine di una conferenza stampa parla anche dell'attuale esecutivo gialloverde: per ora nessuna discontinuità con il passato

 “Non vedo nessun caos, ma solo posizioni politiche che normalmente si determinano in queste fasi”. Cosi’ il presidente della Regione Calabria, Mario Oliverio, a margine di una conferenza stampa, rispondendo alle domande dei giornalisti sul congresso del Pd. “Non sto seguendo molto – ha proseguito Oliverio – le vicende congressuali, comunque solo dal momento della scadenza per la presentazione delle candidature sapremo chi saranno i candidati in campo, quindi non c’e’ nessun caos, ma solo una normale evoluzione della vita di un partito che, mi auguro, e’ alle prese con un percorso di ricostruzione dopo la sconfitta del 4 marzo, che non e’ stata ordinaria ma cocente e profonda, una sconfitta che – ha rilevato il governatore – impone una ripartenza”.
Questa ripartenza, ha aggiunto Oliverio, “per un partito che si accinge a fare il congresso, deve puntare alla ricostruzione del suo insediamento nella societa’, nella definizione delle sue politiche, dei suoi obiettivi, della sua proposta programmatica, che in questo momento – ha sostenuto Oliverio – sia credibile in una fase molto delicata per la vita del Paese, come stiamo gia’ notando in questi primi sei mesi di attivita’ del governo”. Il presidente della Regione ha poi osservato: “Certo, e’ chiaro che un partito alle prese con una ricostruzione di questo tipo in una fase come quella attuale non dispiega quello che dovrebbe essere il potenziale necessario a evidenziare i gravi limiti e le tortuosita’ di questo governo. Io lo vedo dal versante del Mezzogiorno, sul quale – ha concluso Oliverio – c’e’ un vuoto davvero grave con rischio di involuzione”.

COMMISSARIAMENTO, OLIVERIO: SCELTA IN LINEA CON IL PASSATO

“L’attuale governo e’ in linea con i precedenti, perche’ non c’e’ il cambiamento tanto sbandierato rispetto alla sanita’ calabrese”. Lo ha detto il presidente della Regione, Mario Oliverio, a margine di una conferenza stampa nella sede della Giunta, commentando con i giornalisti la recente nomina, da parte del governo nazionale, di un nuovo commissario ad acta per la sanita’ calabrese.
“Ho gia’ detto e scritto – ha aggiunto Oliverio – una lettera al governo prima che si determinasse, perche’ non faccio questione di nomi. Ritengo l’istituto del commissariamento un istituto fallimentare e in Calabria dieci anni di commissariamento hanno portato frutti amari e un bilancio assolutamente negativo. Non lo dico io, lo dicono i tavoli interministeriali: anche l’ultimo tavolo, di meta’ novembre, conferma che il debito non e’ stato ridotto ma si e’ impennato, che i Lea sono al di sotto della soglia minima e che cresce il numero dei calabresi costretti a curarsi in altre regioni. Del resto – ha sostenuto poi il presidente della Regione – anche la Corte costituzionale, con riferimento alla Campania, di recente ha definito incongruente un peridio di dieci anni di commissariamento. Infatti, mi sembra che dieci anni di commissariamento non siano piu’ un fatto straordinario ma un fatto patologico, ed e’ la dimostrazione che il ruolo di supplenza che il commissario dovrebbe avere rispetto alla gestione ordinaria della Regione si e’ rivelata fallimentare”.
Oliverio ha quindi osservato: “Il 13 dicembre si riunisce la Conferenza Stato-Regioni: insieme alle altre Regioni sto valutando un’iniziativa, perche’ non e’ piu’ possibile che i poteri costituzionali siano mortificati e messi sotto i piedi senza risultati a causa di un’esperienza del commissariamento che persevera in una linea non rispondente agli interessi costituzionalmente definiti in favore dei cittadini, in questo caso il diritto alla salute. Devo dire – ha sostenuto poi il governatore – che questo governo e’ in linea con i precedenti, nel senso che non c’e’ il cambiamento tanto sbandierato rispetto alla sanita’ calabrese. Non dimentico infatti che i rappresentanti del Movimento 5 Stelle hanno sempre agitato il problema del commissariamento in polemica con i governi succedutisi negli ultimi anni, oltre che con il sottoscritto, e oggi sono in pieno continuismo con una linea che si e’ rivelata fallimentare. Non dico che l’origine sono stati loro, perche’ l’origine e’ stata determinata nella legislazione precedente, ma adesso loro non sono ripropongono l’incompatibilita’ ma – ha concluso Oliverio – continuano su quella linea e su un’impostazione fallimentare”.