Lsu/lpu, Guglielmelli: stabilizzazione ancora lontana

Il segretario provinciale del Pd di Cosenza commenta l'ultimo emendamento approvato nella legge di bilancio

Le alterne vicende degli Lsu/Lpu non passa certo inosservata ai politici calabresi. Il percorso di “stabilizzazione”, se così si può definire, tracciato nell’ultima legge di bilancio ha suscitato non poche reazioni polemiche. A parlare, tra i tanti, è Luigi Guglielmelli, segretario provinciale del Pd di Cosenza e candidato alla segreteria regionale.

“Non voglio essere pessimista ma – sottolinea il democrat – da una prima analisi della legge di bilancio, per gli #LsuLpU della Calabria cambierà poco nel 2019.  Premesso che il percorso di stabilizzazione iniziato dai precedenti governi e dalla regione Calabria attraverso la stipula dei primi contratti non poteva concludersi prima del 2019, avendo molti lavoratori maturato i 36 mesi di contratto a Giugno 2018″.Premesso inoltre che non era possibile stabilizzare prima della maturazione dei 36 mesi di contratto”.

“Nell’attuale formulazione del testo rimangono gli ostacoli alla stabilizzazione “nei limiti della dotazione organica e del fabbisogno del personale” per gli enti interessati. E permane – sottolinea il segretario Pd – la necessaria capacità finanziaria dell’ente a provvedere alla spesa a regime e nei vincoli di finanza pubblica così come specificati in diverse norme di settore”.

“Rimane solo la possibilità di contrattualizzare i lavoratori ma questa volta fino al 31 Ottobre e non al 31 Dicembre come era per gli scorsi anni. Pochi inoltre – puntualizza ancora il segretario provinciale del Pd – si sono accorti che il fondo di cui all’art. 1 comma 1154 lett g-bis) della Legge di bilancio 2006 ( i famosi 50 milioni) mentre prima era stato riservato alla sola Calabria ora invece ritorna ad essere fondo nazionale ai fini della stabilizzazione dei lavoratori in convenzione o con CocoPro con gli enti nelle regioni rientranti nei fondi di convergenza dei Fondi Strutturali UE. Risultato? Non sappiamo quanti soldi ci sono effettivamente per la Calabria”.

“Rimangono inoltre le difficoltà per i comuni in dissesto o pre-dissesto che potranno procedere alla contrattualizzazione solo previa autorizzazione della commissione territoriale del Ministero dell’Interno (altri ritardi).  Insomma la lotta per la stabilizzazione definitiva – conclude Guglielmelli –  va continuata senza se e senza con l’aggravante che anche i contratti non solo si potranno fare per 10 mesi e non 12 ma che per gli stessi è incerta, per la prima volta da 4 anni, finanche la copertura economica”.