Congresso Pd, Renzi: non mi candido

L'ex segretario e premier chiarisce le sue intenzioni in un post su Facebook. La "corrente" punta a convergere su Martina ma non è semplice perchè c'è chi spinge per un candidato più fedele alla linea

 

 

L’idea non lo aveva mai coinvolto più di tanto, diciamolo francamente. E per svariate ragioni non ultima quella di pensare da un pezzo ormai ad altro che non sia il Pd. E ieri sera in un post Renzi ha messo la parola fine, non si candida alle primarie per la segreteria del Pd. Questo non vuol dire abbandonare il campo. L’area di riferimento sta ancora sondando la disponibilità di qualche candidato più “estremo”, più fedele alla linea. In alternativa convergenza su Martina anche se non è semplice coinvolgere tutti, sia pure inserendo una figura tutta renziana per la presidenza. Ma leggiamo il post di Renzi…

È buffo che chi mi contesta da anni “l’eccesso di personalizzazione”, se ne esca oggi dicendo: Dica Renzi quello che vuol fare, è colpa di Renzi, Renzi faccia chiarezza. Sta accadendo anche in queste ore.
Mi accusano di personalizzare e poi si preoccupano in modo ossessivo di me.
Che poi spesso sono gli stessi che qualche mese fa sognavano un accordo Pd-Cinque Stelle, che presentavano Di Maio come il nuovo Berlinguer e che quando ho alzato la mia voce, quasi solitario nel gruppo dirigente, andando in TV e dicendo “No all’accordo coi grillini, fatelo #senzadime” hanno detto: “Renzi stia zitto, invade il campo altrui, dovrebbe tacere”. Vedendo come governano i grillini mi sarei aspettato un grazie, non l’ennesima polemica.
Se taccio, devo parlare.
Se parlo, devo stare zitto.
Nel dubbio sorrido a tutti e dico la mia, libero e a viso aperto, come sempre.
Facciamo chiarezza.
1) Candidati al congresso, mi hanno scritto in tanti. Grazie del pensiero, ma non lo farò. Ho vinto due volte le primarie con il 70% e dal giorno dopo mi hanno fatto la guerra dall’interno. Mi sentirei come Charlie Brown con Lucy che gli rimette il pallone davanti per toglierlo all’ultimo istante. Non mi ricandido per la terza volta per rifare lo stesso. Chiunque vincerà il congresso avrà il mio rispetto e non il logorio interno che ho ricevuto io.
2) Con che lista ci presenteremo alle Europee e alle Politiche? Qualcuno vorrebbe liste superando il simbolo del PD, altri chiedono un fronte repubblicano, altri di aprire a Leu, qualcuno a Più Europa, alla società civile, al movimento dei sindaci, ai Gilet Gialli (che in Italia peraltro sono al Governo). A me sinceramente sembra giusto che questa decisione sia presa da chi rappresenterà la nuova leadership del PD. Altrimenti che facciamo a fare le primarie? Anche perché mettersi a litigare oggi noi sulle liste da fare mentre il Governo Salvini-Di Maio distrugge la nostra economia, bloccando le infrastrutture, perdendo credibilità in Europa, mi sembra assurdo. Siamo all’opposizione, facciamo opposizione al Governo anziché a noi stessi. O vogliamo continuare per tutto il 2019 ad attaccare il Matteo sbagliato?
3) Io farò quello che vi dico da mesi. E che sto facendo. Una gigantesca battaglia contro la cialtroneria di chi ci governa. Tutti i giorni combatto in Parlamento, sui social, sui media. Combatto quotidianamente una sfida culturale, educativa, politica. Se c’è da intervenire in Aula, lo faccio, a viso aperto. Tutti i giorni utilizzo i social per mostrare a una fetta di italiani perché il Governo è un pericolo per il nostro futuro. Sto nel mio collegio, da senatore eletto, a parlare con la gente. A fine gennaio uscirà un mio libro, per Marsilio, e girerò tutto il Paese, specie i piccoli borghi di provincia, per parlare e per ascoltare. Come ai vecchi tempi. Negli stessi giorni partirà un progetto di WebTV al quale sto lavorando da mesi per rilanciare i nostri contenuti e non lasciare la rete in mano alle Fake News. Continuerò a incoraggiare i comitati civici e a riunire il meraviglioso popolo della Leopolda, simbolo di chi ci crede e si impegna. Io continuo a combattere: non corro per il congresso ma non vado in pensione, resto in campo, sorridente e tenace.
Perché il tempo è galantuomo. E io ci credo davvero.